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ZINGARI E METROPOLITANA: LA DOPPIA MORALE

SE UN VIDEO CHE RIPRENDE UN FURTO È VIOLENZA, ALLORA IN QUESTO PAESE C’È TROPPA IPOCRISIA E POCA VIOLENZA.

Negli ultimi giorni, sono apparse sui media due notizie relative alla medesima problematica che affligge moltissimi cittadini che nelle grandi città come Roma e Milano si servono quotidianamente della metropolitana: il rischio costituito dai borseggiatori.

Giova ricordare, a titolo di cronaca, che i borseggi in danno dei passeggeri della metropolitana agiti da bande di minori di origine rom, rappresentano a Roma una triste consuetudine, ed il numero di questi/e giovani che vengono fermati dalle forze dell’ordine assomma a decine ogni mese.

Il primo episodio si è verificato a Roma, dove l’addetto agli annunci ha avvertito i viaggiatori di stare attenti agli zingari, facendo riferimento ai numerosissimi borseggi che quotidianamente si verificano ad opera di bande di adolescenti di etnia rom, che non di rado hanno meno di 14 anni e quindi non sono perseguibili penalmente.

Una giornalista che si trovava sul posto ha pensato bene di denunciare la circostanza all’ATAC, avendo ravvisato, a suo dire, una condotta discriminatoria nella frase dell’impiegato, nei cui confronti la società ha assicurato che prenderà adeguati provvedimenti, incoraggiata dalla levata di scudi di parte della politica, tra cui il sindaco di Roma, schierata contro il dipendente.

Nel caso di specie, l’addetto agli annunci, che si preoccupa di avvisare i viaggiatori dell’arrivo dei treni, che li invita a rimanere dietro la linea gialla di sicurezza o a lasciar scendere i passeggeri prima di salire e via di seguito, ha semplicemente allertato gli utenti del fatto che frotte di minori di etnia rom, spesso usando dei cartoni con cui nascondono le mani o sui quali scrivono delle frasi per distrarre le vittime potenziali, si appropriano di portafogli, telefonini, borse: un avviso doveroso da parte dell’azienda dei trasporti, circostanziato e contestualizzato, a tutela di chi paga regolarmente il biglietto, altro che discriminazione!
La discriminazione, caso mai, è nei confronti di quel lavoratore che, consapevole che tra i suoi doveri cè quello di allertare i passeggeri sui possibili pericoli, ha voluto metterli in guardia contro un rischio concreto, che nel caso di specie è rappresentato da minori di etnia rom che salgono sui vagoni della metropolitana con l’unico scopo di borseggiare i passeggeri.

A Milano invece, un passeggero ha filmato col suo telefonino alcune borseggiatrici all’opera sulla metropolitana, ed ha poi pubblicato il video sui social network: anche qui la reazione della politica, nella persona della consigliera comunale Monica Romano, non si è fatta attendere: secondo lei il riprendere l’episodio e pubblicizzarlo a tutela di tutti i cittadini, è stato un atto di violenza quello sì, mica il furto in danno dei passeggeri!

Ancora una volta, assistiamo a prese di posizione da parte di persone, che immaginiamo di un notevole livello culturale che, in nome di un presunto “politically correct”, stravolgono la realtà, arrivando a tutelare e difendere i ladri e non i lavoratori che fanno il proprio dovere o i comuni cittadini che viaggiano su una metropolitana.

Ci chiediamo cosa sarebbe successo se gli abili borseggiatori avessero alleggerito le tasche della giornalista o della consigliera comunale: si sarebbero preoccupate delle discriminazioni o della “violenza” di un video, che invece può aiutare a risalire agli autori?
Ne dubitiamo fortemente, così come dubitiamo che il sindaco di Roma si serva della metropolitana per i suoi spostamenti, giustamente forse, ma allora, perché non mettersi nei panni di chi per andare al lavoro, a scuola, a trovare un parente malato o anche semplicemente per fare il turista, sale su una metropolitana strapiena, ed oltre al disagio di essere pigiato come una sardina, deve correre il rischio di vedersi sottrarre il portafoglio?

In definitiva, da questi curiosi personaggi, impariamo che il problema non è chi ruba, ma chi lo dice, come lo dice, chi lo filma, chi cerca di difendersi e di difendere gli altri: tutto questo, a nostro parere, è politically molto poco correct, tanto da farci dire che se in questo Paese chi riprende un ladro mentre compie un furto fa violenza, allora in Italia oggi c’è troppa ipocrisia e ancora poca di quella “violenza” che ogni cittadino vorrebbe di più, accompagnata da una giustizia che troppo spesso è assente per i microcriminali.

Il Segretario Generale
Adamo Bonazzi

______________________________ note _______________________________________________

A segnalare l’accaduto è stata la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi con un post su twitter. “Metro A, Roma: dagli altoparlanti dei vagoni, una voce ad una stazione dice: ‘Attenti agli zingari, attenti agli zingari’. Poi torna ad annunciare le fermate: “Prossima fermata Barberini, uscita lato destro” racconta aggiungendo: “Chiedo al sindaco Roberto Gualtieri se è ammissibile”. L’annuncio non era ovviamente registrato. Si è trattata di una iniziativa personale – fa sapere Atac – che l’azienda giudica inaccettabile”. Il responsabile, quindi, sarà sottoposto a “provvedimento disciplinare”. Immediato anche l’intervento del sindaco Roberto Gualtieri che su twitter condanna senza mezzi termini l’accaduto. “È inammissibile e inaccettabile. Bene ha fatto l’Atac a prendere immediatamente provvedimenti nei confronti di chi si è reso responsabile di un gesto così offensivo e discriminatorio”. Ecco i messaggi pubblicati su Istagram dalla consigliera Monica Romano: “Quest’abitudine di filmare persone sorprese a rubare sui mezzi ATM di Milano e di diffondere i video su pagine Instagram con centinaia di migliaia di followers è violenza, ed è molto preoccupante. Punto.”. La consigliera ha poi aggiunto:
“La smettano, sia quelli che realizzano i video, sia chi gestisce i canali Instagram che li rendono virali – di spacciare la loro violenza per senso civico, perché non è senso civico.”. 
E infine: “Le cittadine e i cittadini che sanno davvero che cos’è il senso civico alzino la voce e invitino a spegnere le fotocamere, perché non è così – trasformando le persone in bersagli – che si ottiene giustizia.”. Fonte: https://www.trend-online.com/politica-attualita/monica-romano-consigliera-pd-chi-e/

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