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Scudo penale per i medici e possibilità di andare in pensione fino a 72 anni nel Milleproroghe

Sono due tra gli emendamenti al decreto che riguardano la sanità.

Una soluzione tampone in attesa della riforma sulla responsabilità su cui in primavera dovrebbe chiudere i lavori un tavolo ad hoc presso il Ministero della Giustizia. Obiettivo della riforma sarà quello di rafforzare lo strumento della conciliazione e al contempo limitare l’accesso al processo penale solo nei casi di dolo.

Arrivano nel decreto Milleproroghe lo scudo penale e la possibilità per i medici di restare in servizio fino a 72 anni. Sono due tra gli emendamenti al decreto in discussione alla Camera, oltre a quello sul finanziamento da 10 mln per il Fondo sui disturbi alimentari annunciato dal Ministro Schillaci, che riguardano la sanità.

Lo scudo penale proteggerà i camici bianchi fino al 31 dicembre 2024 dalle cause penali per colpa lieve ma anche da quelle per errori gravi quando si lavora in condizioni di difficoltà per carenza di personale fermo restando per gli assistiti la possibilità di ricorre al processo civile per ottenere il risarcimento. In sostanza, con motivazioni divere, la riproposizione della norma del 2021 adottata per l’emergenza pandemica. “Nelle more della revisione della disciplina sulla responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie – si legge nell’emendamento – di cui alla legge 8 marzo 2017 n. 24 la limitazione della punibilità ai soli casi di colpa grave prevista dall’articolo 3-bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 44, continua ad applicarsi fino al 31 dicembre 2024 per i fatti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, commessi nell’esercizio di una professione sanitaria, in considerazione della contingente situazione di grave carenza di personale”.

Ma dalla maggioranza arriva anche un nuovo tentativo sul pensionamento volontario dei medici fino a 72 anni dei medici (oggi possono restare in servizio al massimo fino a 70 anni”. La norma non piace ai sindacati dei medici ma la nuova versione del testo potrebbe però superare almeno in parte le resistenze perché il pensionamento verrebbe si prorogato di due anni, ma solo per svolgere la funzione di tutor dei giovani specializzandi utilizzati in corsia, oltre che per prestare assistenza, ma senza conservare il ruolo di primario per chi ha quel ruolo al momento della pensione.

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