Rimodulazione dei profili professionali del personale non dirigenziale dell’Amministrazione giudiziaria ed individuazione dei nuovi profili – Osservazioni

Lettera al Ministro della Giustizia Andrea Orlando

Egregio Signor Ministro,

Le scriviamo a seguito della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 21 del Decreto ministeriale 9 novembre 2017 “Rimodulazione dei profili professionali del personale non dirigenziale dell’Amministrazione giudiziaria ed individuazione dei nuovi profili” in relazione all’accordo sottoscritto con le OO. SS. il 26 aprile c.a.

Da molti anni concordiamo con l’esigenza di una profonda revisione dei profili professionali del personale giudiziario, attesa l’inadeguatezza dell’attuale assetto organizzativo degli uffici giudiziari, in considerazione delle mutate esigenze degli stessi e della enorme mole di arretrato accumulatosi nel tempo; al riguardo va inoltre ribadito che è indispensabile incrementare significativamente gli organici, sia attraverso la stabilizzazione dei numerosi precari presenti sia mediante nuove assunzioni per concorso pubblico.

Dalla lettura del provvedimento sopra citato si evince però che in realtà si è proceduto nel senso contrario, parcellizzando i profili esistenti e creando dei surrogati degli stessi, invece di prevederne pochi, di livello elevato, accorpati verso l’alto; non è stata istituita una posizione specifica all’interno della quale collocare gli attuali direttori amministrativi, riconoscendo finalmente il ruolo direttivo di raccordo con la dirigenza che già svolgono da oltre 20 anni nonché il fondamentale ruolo di coordinamento svolto nei processi di innovazione e riorganizzazione conseguenti all’informatizzazione e digitalizzazione dei registri, né è stato previsto un percorso agevolato per il loro accesso alla dirigenza, rendendo di fatto impossibile, per tale profilo, qualunque ipotesi di progressione professionale ed economica; anche per le figure degli operatori amministrativi vanno previsti due profili, uno di accesso e uno di progressione, mentre va riconosciuta anche ai conducenti di automezzi la possibilità di transitare nel profilo di assistente giudiziario dopo un certo numero di anni di servizio.

Per quanto riguarda il personale amministrativo delle aree funzionali e dei profili professionali del Dipartimento penitenziario (di cui al Decreto ministeriale 29 settembre 2017), si osserva che anche qui non è stata prevista una posizione specifica come anticamera della dirigenza, (da riconoscere su basi meritocratiche), in attesa dell’inquadramento di tutto il personale penitenziario, ivi compreso quello dipendente del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità, all’interno dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, attesa la specificità delle funzioni svolte.

Crediamo che i nuovi assetti organizzativi, così come delineati dai DD. MM. citati, non siano assolutamente in grado di apportare concreti miglioramenti nello svolgimento delle attività istituzionali, ma sicuramente produrranno effetti negativi sul personale, che ancora una volta vede tradite le proprie legittime aspettative di un trattamento ed una collocazione adeguata alle funzioni realmente svolte ed al livello di responsabilità ad esse collegate.

Chiediamo pertanto una profonda revisione nel senso da noi indicato degli ordinamenti professionali di tutto il personale della Giustizia inquadrato nel comparto ministeri e, contestualmente, nuove e mirate assunzioni al fine di colmare le gravissime lacune di organico che affliggono tutti i settori della giustizia italiana.

 

Il Coordinatore Nazionale Funzioni Centrali
Paola Saraceni
347.0662930

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