Risposta alla lettera dell’Associazione Nazionale #noisiamopronti

Al Presidente
Associazione Nazionale #noisiamopronti
Bologna  Piazza Aldrovandi 2/2

 

Egregio Presidente, 

ho preso atto dei contenuti della vostra nota che ho prontamente condiviso con la Segreteria Generale della nostra Federazione e che sarà portata all’attenzione del Consiglio Nazionale il prossimo lunedì 15 gennaio 2018.

Pur non potendo quindi formulare una risposta ufficiale, che potrà esservi solo dopo tale incontro, desidero esprimerle nell’attesa un personale apprezzamento degli obiettivi di crescita della categoria che codesta associazione sta appalesando.  

Conosco bene il problema. Come forse saprà, a suo tempo, sono stato fra i promotori dei profili professionali. Profili che successivamente ho avuto il privilegio di difendere nelle aule del tribunali amministrativi contro i ricorsi e l’arroganza di alcune organizzazioni dei medici. Ho anche fatto parte della commissione tecnica che, al Ministero della Salute, ha elaborato i documenti alla base della bozza di accordo sulle specializzazioni.

Inoltre, negli ultimi mesi la Consulta degli Infermieri di questa Federazione ha avuto modo di discutere delle questioni  che oggi voi ponete all’attenzione delle organizzazioni sindacali, tanto che, parafrasando con una battuta (che non vuole in alcun modo essere irriverente) il nome che avete scelto per identificare l’associazione noi, pur senza voler rivendicare alcuna primogenitura, potremmo rispondere con un: “#noisiamogiàinviaggio”.  E ciò è facilmente verificabile dai nostri comunicati. Sulla libera professione peraltro questa organizzazione, trovando le resistenze note sul piano parlamentare, ha tentato anche la strada della legislazione regionale. Strada poi bloccata dalla Corte Costituzionale.  

Ciò detto, tornando al punto principale, devo comunque osservare che, date le premesse, la strada per raggiungere gli obiettivi contrattuali  identificati è tutt’altro che in discesa.

Infatti, da una parte le risorse economiche sono limitate a quelle sancite nello scellerato accordo del 30 novembre 2016  fra CGIL, CISL, UIL e la ministra Madia,  (accordo che vincola la linea economica del rinnovo contrattuale) e dall’altra, dal punto di vista giuridico, le Regioni hanno appalesato la volontà di riconoscere tali competenze esclusivamente mediante incarichi temporanei e revocabili. Cosa che ci lascia più di una perplessità.

Sarà in ogni caso mia premura  informarvi, dopo la riunione del massimo organo di questa Federazione, sui risultati scaturiti dalla discussione.     

Cordiali saluti.

Il Segretario Generale
F.to Adamo Bonazzi

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