Ingiustizia nella Giustizia!

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni; al Ministro della Giustizia Andrea Orlando

 

Con riferimento all’assunzione dei vincitori del concorso per 800 posti da assistente giudiziario, ed,  ai successivi scorrimenti della graduatoria dei vincitori e idonei, deliberati per ampliare il numero degli assunti, si evidenzia come, prima di procedere alle assunzioni, non si sia provveduto ad indire l’interpello per le sedi vacanti a beneficio del personale in servizio; scelta questa altamente lesiva dei diritti di quei numerosissimi lavoratori che prestano servizio, spesso da moltissimi anni, presso sedi lontane centinaia di chilometri dai luoghi di residenza delle loro famiglie.

Ulteriore gravissima anomalia è stata riscontrata relativamente alla pubblicazione delle sedi vacanti, che sono state indicate “a scaglioni”, quindi non tutte contemporaneamente, impedendo in tal modo ai vincitori e idonei, meglio posizionati in graduatoria, di scegliere tra tutte le sedi disponibili.

In particolare, le sedi vacanti del centro sud (quelle appetibili per il più alto numero dei vincitori e idonei, attesa la loro provenienza geografica) sono state pubblicate per ultime, generando l’assurda situazione per la quale, chi si è collocato più in basso all’interno della graduatoria ha potuto scegliere tra queste sedi, a differenza di chi si è collocato più in alto che ha dovuto scegliere tra le sedi soprattutto del nord.

La situazione sopra descritta è assolutamente iniqua e come tale, inaccettabile, e preclude inevitabilmente ad una valanga di ricorsi che non tarderanno ad arrivare.

Si ignorano le motivazioni che hanno determinato questa scelta illegittima e questo capovolgimento dei diritti dei lavoratori: prima gli interni e poi i vincitori idonei, in rigoroso ordine di graduatoria.

E’ indubbio che la questione è stata gestita malissimo, con grave pregiudizio del diritto di centinaia di lavoratori di potersi avvicinare o ricongiungere alle proprie famiglie dopo anni di esilio.

Alla luce di quanto sopra, si chiedono le dimissioni immediate del Direttore Generale del personale e della formazione, nonché, reggente Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria.

Distinti saluti

Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

 

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