Beni artistici e culturali: la più grande ricchezza del nostro Paese

Al Ministro per i Beni artistici, culturali e il Turismo Alberto Bonisolidi

 

 

Gentile Signor Ministro,

le rivolgiamo il nostro più cordiale benvenuto, con gli auguri di un proficuo lavoro.

Nel presentarci, vogliamo evidenziare che siamo un Sindacato indipendente ed europeo, nel senso che crediamo fermamente nel progetto Europa, nato oltre mezzo secolo fa con l’Italia protagonista; nondimeno, sappiamo anche essere molto critici quando l’Unione palesa le sue inefficienze ed i suoi errori o quando, come troppo spesso è accaduto, contrasta gli interessi italiani a vantaggio soltanto di alcuni tra i partner.

E’ indubbio che i beni artistici e culturali rappresentano la più grande ricchezza del nostro Paese, conferendogli un primato mondiale in questo campo, che alimenta conseguentemente un enorme flusso turistico che ci pone tra i Paesi più visitati in assoluto: sono infatti ben 53 i siti culturali e naturali italiani protetti dall’UNESCO, circa la metà dell’intero patrimonio mondiale!

Non di rado si è parlato infatti del nostro petrolio, lasciando intendere come questo patrimonio dovrebbe rappresentare la principale fonte di ricchezza del Paese, il volano della sua economia, da alimentare con le entrate derivanti dalla massiva invasione turistica che puntualmente si ripete ogni anno.

Per far questo però, occorre che i nostri beni vengano conservati, gestiti, valorizzati in maniera adeguata, secondo criteri moderni, ma sempre sotto l’egida dello Stato, che ne è e ne deve rimanere il proprietario indiscusso.

Le scelte politiche degli ultimi anni ci sembrano andare invece nella direzione opposta, laddove la proliferazione degli istituti autonomi appare come l’anticamera della completa privatizzazione dei tesori dello Stato.

Non condividiamo neanche la prassi ormai consolidata di assumere senza ricorrere ai bandi ed ai concorsi pubblici: l’assunzione di dirigenti operata in tal modo ci sembra andare contro i principio della stessa Costituzione, che prevede, all’articolo 97, c. 4, che l’accesso alla pubblica amministrazione avvenga appunto per mezzo di pubblici concorsi, che devono essere banditi a tutti i livelli, per immettere migliaia di giovani preparati e  motivati negli organici del MiBACT, al fine di potenziarne i servizi.

La gestione della manutenzione del nostro patrimonio artistico-culturale sembra seguire una logica analoga, laddove si assume personale esterno, evitando così di assumere personale che entrerebbe negli organici della pubblica amministrazione, con una funzione assolutamente indispensabile, attesa la vastità e la vetustà di tantissimi siti, che necessiterebbero di interventi continui, come i troppi episodi di crolli e distruzioni stanno a dimostrare.

Chiediamo pertanto al Signor Ministro che sui beni artistici e culturali torni a prevalere la mano dello Stato, nella gestione così come nella manutenzione, ai fini di una completa loro valorizzazione: l’intervento dei privati e le loro sponsorizzazioni vanno sicuramente bene, ma sempre sotto la guida, la supervisione ed il primato del pubblico, perché non si possono svendere i tesori dello Stato che, oltre a costituire come detto la nostra risorsa economica più importante, rappresentano anche il patrimonio della intera civiltà.

Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

 

 

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