PRESENTATO IL PIANO GELMINI – TREMONTI PER LA SCUOLA

Il ministero, finalmente, fa uscire e rende noto alle organizzazioni sindacali il documento di “Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”.
Nel testo la conferma del maestro unico alle elementari, ma anche alla scuola d’infanzia, con la riduzione degli orari di lezione per medie e superiori. Mantenimento del tempo pieno, riduzione e accorpamento degli istituti con un numero non adeguato di studenti, escluse realtà come le piccole isole e le zone di montagna. Aumento del numero degli alunni per classe, razionalizzazione dei piani di studio.  Tagli per 87 mila docenti e 44.500 Ata (ausiliari tecnici amministrativi) e reinvestimento del 30% delle “economie” realizzate (pari a circa 2 miliardi di euro in tre anni) per premiare il merito e lo sviluppo professionale.
Questi gli elementi principali del piano che il ministro Gelmini ha messo a punto con Tremonti per ridisegnare la scuola; rispetto alle bozze che erano circolate precedentemente comunque il piano presenta delle limature.
Tre le aree di intervento: revisione degli ordinamenti scolastici; riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri territoriali per l’educazione degli adulti e i corsi serali; razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane delle scuole.

LE NOVITÀ:

SCUOLA D’INFANZIA
L’orario obbligatorio delle attività educative, si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione e riorganizzando il più possibile il funzionamento delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tali opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio.

MAESTRO UNICO
Nella scuola primaria va privilegiata l’attivazione di classi affidate a un unico docente e funzionanti per un orario di 24 ore settimanali. Le economie derivanti da questo modello didattico – allo stato non quantificabili, spiega il piano – “consentono di ottenere ulteriori risorse che potranno ridurre l’incidenza degli altri interventi”.

TEMPO PIENO ALLE ELEMENTARI
Resta aperta la possibilità di una più ampia articolazione del tempo scuola, tenuto conto della domanda delle famiglie e della dotazione organica assegnata alle scuole, nel rispetto dell’autonomia delle stesse. Le relative opzioni organizzative possibili sono le seguenti: la prima (27 ore), corrispondente all’orario di insegnamento, con esclusione delle attività opzionali facoltative; la seconda (30 ore) comprensiva dell’orario opzionale facoltativo e con l’introduzione del maestro prevalente; quest’ultimo nei limiti dell’organico assegnato, integrabile con le risorse disponibili presso le scuole. Potrà altresì aversi una estensione delle ore di lezione pari a un massimo di 10 ore settimanali, comprensive della mensa.

INGLESE
L’insegnamento della lingua inglese è affidato a un insegnante di classe opportunamente specializzato.

SCUOLE MEDIE
L’orario obbligatorio delle lezioni per la scuola secondaria di I grado è definito, in via ordinaria, nella misura di 29 ore settimanali (rispetto alle 32 attuali) Sono fatte salve le situazioni negli ordinamenti relative alla classi a indirizzo musicale.

LICEI
L’orario obbligatorio di lezione nei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane sarà pari a un massimo di 30 ore settimanali.

ISTITUTI
Per i tecnici e professionali il numero degli indirizzi di studio dovrà essere opportunamente ridimensionato tenendo conto anche delle proposte del documento finale predisposto dall’apposita Commissione ministeriale di studio. L’orario obbligatorio delle lezioni non potrà essere superiore a 32 ore settimanali, comprensive delle ore di laboratorio.

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