Giustizia: inadeguatezza dell’attuale legislazione penale minorile

Al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Signor Ministro,

torniamo a scriverLe sulla scia di due recentissimi episodi di cronaca che hanno confermato, a nostro parere, l’inadeguatezza dell’attuale legislazione penale minorile.

Ci riferiamo all’omicidio in danno di un senzatetto operato a Palermo ad opera di un 16enne e della drammatica vicenda che nel 2013 vide una ragazza di 14 anni suicidarsi a seguito delle violenza ed angherie subite, soprattutto via internet, da cinque compagni anch’essi minorenni che oggi, a distanza di appena 5 anni da quella tragedia, vedono il reato estinto al termine del loro percorso di messa alla prova.

Siamo pienamente consapevoli che la giustizia penale per i minori è volta soprattutto alla riabilitazione ed al loro reinserimento sociale, ma crediamo anche che quando si tratta di reati contro la persona, come nei due casi citati, non si possa prescindere dalla dimensione anche punitiva, in quella logica che vede la pena come retribuzione, che è alla base stessa del principio di giustizia.

Siamo convinti infatti che il momento sanzionatorio, la punizione che si sostanzia con la privazione della libertà personale, anche per lunghi periodi se necessario, sia un elemento indispensabile all’interno del processo di responsabilizzazione dei minori.

Oggi assistiamo infatti ad una progressiva deresponsabilizzazione da parte dei giovani autori di reati che, forti di un sistema che assicura loro, nella maggior parte dei casi, una sorta di impunità o, comunque, consente loro di lasciare troppo presto le strutture contenitive, sempre più adottano comportamenti violenti, spesso brutali, nei confronti di loro coetanei o anche di adulti particolarmente vulnerabili.

Crediamo che il DPR 448 del 1988 sia in buona parte superato, e che sia giunto il momento di una sua profonda revisione che, senza stravolgerne l’orientamento verso il recupero dei giovani rei, tenga anche conto, nel caso di reati gravissimi contro la persona, dell’esigenza altrettanto fondamentale di punire in modo adeguato e proporzionato al male commesso, anche al fine di ridurre il rischio di recidiva.

Solo così si potrà veicolare ai giovani delinquenti il messaggio fondamentale che chi sbaglia paga, in misura proporzionata al danno arrecato, che è alla base della giustizia retributiva, a sua volta pilastro dello Stato di diritto.

Viceversa, in molti giovani potrebbe crescere l’onnipotenza dell’impunità, determinando un escalation delle loro condotte più violente in danno di un numero sempre più alto di vittime (anziani, minori, donne), che l’attuale sistema non riesce ormai più a tutelare.

Chiediamo pertanto al Signor Ministro un intervento autorevole nel senso da noi indicato, in sede di revisione dell’attuale sistema di giustizia penale minorile, a tutela anche degli stessi giovani che delinquono, al fine di consentire loro una reale risocializzazione, che non potrà mai prescindere dal momento punitivo e sanzionatorio, come momento di crescita e di responsabilizzazione.

La ringraziamo per l’attenzione.

Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

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