Questione salariale dei lavoratori della Giustizia

Al Ministro della giustizia Alfonso Bonafede

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno

Gentilissimi,

con la presente desideriamo portare alla Vostra attenzione forse il più importate problema che affligge i lavoratori giudiziari, ossia la questione salariale a cui non si fa alcun cenno, quando si parla della riforma della Giustizia.

E’ ormai noto da molti anni che il paradigma economico che vige nella U.E., e fortemente voluto da Bruxelles, è quello della deflazione salariale, che ha comportato salari bassi, aumenti irrisori e applicati dopo molti anni; il caso del pubblico impiego ne è un evidente esempio, diritti dei lavoratori fortemente affievoliti e precariato.

Accanto a quanto detto, per i lavoratori della giustizia si pone un altro elemento che amplifica la questione, cioè l’enorme divario salariale rispetto ai magistrati, i quali percepiscono differenze che arrivano anche 5 – 7 volte il compenso di un cancelliere. Intendiamoci, nessuno chiede e pretende aumenti stratosferici, ma riteniamo doveroso che tale enorme distanza venga in qualche modo perequata.

Se il “cervello” della Giustizia sono i Magistrati, il “braccio” è il personale giudiziario, che mette in esecuzione i provvedimenti emessi da Giudici e Pubblici Ministeri, nel fare questa attività, fondamentale per la macchina della giustizia, è evidente che questo” braccio” è carico anche di responsabilità, che devono in qualche misura, essere adeguatamente retribuite, perché evidentemente attualmente non lo sono affatto.

Sarebbe allora opportuno, a parere di questa O.S., introdurre una nuova ed ulteriore indennità che potrebbe avere la denominazione di “indennità di ausilio alla giurisdizione”, il nome riveste l’essenza dell’attività che quotidianamente il personale giudiziario svolge: si pensi al commesso che consegna il parere di un Pubblico Ministero nella cancelleria di un giudice riguardo un’istanza del difensore di un imputato detenuto, o l’attività di sportello di un operatore o di un assistente giudiziario che dà informazioni all’utenza, la verbalizzazione di un cancelliere in udienza, la pubblicazione di una sentenza o la trasmissione di un’ordinanza di un giudice ad un comando delle forze dell’ordine da parte di un funzionario giudiziario ed infine l’attività di organizzazione di un direttore di una cancelleria, tutto ha come fine appunto l’ausilio alla giurisdizione.

Per gli importi di tale “indennità di ausilio alla giurisdizione”, si potrebbe fare riferimento a quella applicata per il personale dei Monopoli di Stato (clicca per scaricare) mentre per la copertura economica potrebbe essere garantita dalle risorse finanziarie del Fondo Unico di Giustizia. L’occasione legislativa per la realizzazione di questo importante progetto invece, è la riforma dei processi penale e civile che sono attualmente all’attenzione del Parlamento.

Onorevoli Ministri, siamo certi che saprete accogliere la nostra proposta e realizzare quel cambiamento del Paese che questo governo con coraggio sta affrontando, nella convinzione che una ennesima riforma della giustizia che preveda un “costo zero” nei confronti dei lavoratori, sarebbe da questi ultimi difficilmente compresa.

A tal fine Vi chiediamo un incontro per meglio esplicitare e individuare soluzioni possibili.

Vi ringraziamo per la squisita disponibilità e restiamo in attesa di conoscere la data e l’ora dell’incontro, compatibilmente con i vostri impegni.

 

Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

 

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