Giovani e violenza – Lettera e videomassaggio del Coordinatore Funzioni Centrali Paola Saraceni

Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte;  Al Ministro dell’Interno   Matteo Salvini; Al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede; Al Ministro per l’Istruzione Marco Bussetti

Signor Presidente,

Signori Ministri,

con la presente vogliamo esprimere tutta la nostra preoccupazione in merito agli ultimi episodi di violenza che hanno visto protagonisti giovani e giovanissimi.

Le statistiche pubblicate ieri dal Ministero dell’Interno indicano una significativa diminuzione del numero dei reati (in media meno 15%), il che costituisce un indubbio merito da ascrivere alle forze dell’ordine; nondimeno l’efferatezza di molti episodi evidenzia a nostro avviso l’esigenza di una profonda rivisitazione del sistema repressivo e – soprattutto –  di quello preventivo, con particolare riguardo ai minori.

Il recente episodio accaduto a Manduria (TA), dove un anziano con problemi psichici è stato per giorni aggredito, malmenato, torturato da una banda di quattordici ragazzi, di cui dodici minorenni, che gli hanno anche estorto più volte del denaro, filmando le loro bravate con i cellulari, fino a ridurlo in condizioni che hanno richiesto il suo ricovero urgente in ospedale, dove dopo diciotto giorni di agonia il 66enne è spirato.

Per completare l’orrore della vicenda, aggiungiamo che sembra che le violenze si siano verificate spesso nella pubblica via, sotto gli occhi di numerosi passanti indifferenti.

Questa episodio si inserisce in una casistica sempre più numerosa di episodi di violenza inaudita che vedono i giovani (spesso minorenni) protagonisti, dove all’intento predatorio della rapina e della estorsione di denaro e beni di varia utilità, si aggiunge la violenza gratuita, fine a se stessa, alimentata da un sadismo che viene amplificato attraverso la ripresa e la condivisione delle immagini di quelle azioni atroci, dove proprio il fatto di immortalarle e poterle diffondere contribuisce ad aumentarne la crudeltà, come a voler migliorare la propria performance, di cui poi farsi vanto con gli amici.

Le dichiarazioni di uno dei legali dei giovani delinquenti fotografano una realtà sconcertante: “Sono tutti ragazzi normalissimi, studenti di liceo nati e cresciuti a Manduria in contesti familiari a modo, figli di commercianti, impiegati pubblici”: proprio questa normalità ci dà ancor più da pensare, non trattandosi di giovani provenienti da periferie metropolitane degradate o da contesti familiari devastati.

Questo, e molti altri episodi simili, rappresentano un campanello di allarme per tutta la società e per le istituzioni competenti che devono attrezzarsi per prevenire tali condotte.

Crediamo che sia ormai necessario reintrodurre dei percorsi educativi e di socializzazione indirizzati ai minori che benché non si siano resi autori di reati abbiano tuttavia manifestato segnali preoccupanti di disagio sociale attraverso comportamenti a rischio di reati, con particolare riferimento a quelle condotte violente ed aggressive che sfociano poi nei gravissimi fatti cui abbiamo fatto riferimento sopra.

Ricordiamo infatti che per gli autori di reati di età compresa tra i 14 e i 18 anni esistono i percorsi della giustizia penale, che vanno comunque fortemente implementati con un cospicuo ampliamento degli organici tuttora fortemente carenti, e con una profonda riflessione sulla opportunità di rivedere verso il basso il limite dei 14 anni per la punibilità.

Quei minori che possiamo definire “a rischio” andrebbero inseriti in strutture educative specializzate, capaci di surrogare l’azione che le rispettive famiglie non hanno saputo o voluto agire, veicolando quei messaggi di rispetto dell’altro, di tolleranza, di empatia che sono alla base della convivenza civile.

Si ribadisce la funzione educativa di tali strutture, chiarendo che la stessa prevede anche il momento punitivo, senza finalità vendicative o afflittive, ma con il preciso intento di responsabilizzare il giovane.

Chiediamo pertanto alle SS. LL., ognuno per quanto di rispettiva competenza, di prevedere l’istituzione di strutture ad hoc nel senso indicato, dotandole degli organici necessari attraverso pubblici concorsi mirati a reclutare i profili necessari a supportare le agenzie educative e quelle della sicurezza in questa vasta opera di prevenzione delle condotte devianti agite dai minori.

Si ringrazia per l’attenzione.

Il Coordinatore Nazionale

Paola Saraceni

Cell. 347.0662930

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