La riforma della giustizia non può prescindere da un adeguamento salariale ed un aumento delle ferie del personale giudiziario

Al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Colgo l’occasione ancora una volta per esprimere due proposte, che ritengo piuttosto “naturali” per una associazione sindacale e che sicuramente il sindacato in generale da troppo tempo ha abbandonato, vuoi per lo strapotere del liberismo economico, vuoi perché in qualche maniera il sindacato ha abdicato alla sua funzione, mi riferisco alla richiesta di un adeguato incremento salariale e all’aumento delle ferie per il personale giudiziario. Aggiungo inoltre a sostegno della proposta il dato dell’adesione allo sciopero proclamato dai sindacati confederali nella giustizia lo scorso 28 giugno, che si attesta a poco più dell’11% (sono i dati della Funzione Pubblica) e che conferma come ormai il lavoratore giudiziario è stanco di proposte che, evidentemente, non vanno nella direzione delle aspettative.
La riforma della giustizia non può quindi prescindere da un aumento salariale del personale giudiziario, è un riconoscimento più che dovuto, anzitutto per ristorare le grandi responsabilità di chi lavora negli uffici giudiziari, ma anche per ridurre, in qualche maniera, la forbice salariale esistente con i magistrati ed anche con il personale giudiziario di altri paesi europei (ad esempio il Secretario judiciales in Spagna o il Greffier in Francia, per citarne alcuni). Plausibile in tale contesto inserire una nuova ed aggiuntiva indennità di “ausilio alla giurisdizione”, che abbia come riferimento quella che viene applicata al personale dei Monopoli di Stato.
Anche un aumento dei giorni di ferie, portandoli a 40 giorni, appare una necessità, sia per consentire quel recupero psicofisico del lavoratore giudiziario, che indubbiamente è soggetto anche a forti momenti di stress, dovuto alle responsabilità e alle condizioni di lavoro. Sia, come per l’aspetto salariale, per ridurre il divario con quelle dei magistrati, per i quali, è bene ricordare, non sussiste, oltretutto, un obbligo di essere presenti quotidianamente nel luogo lavoro, come lo è per il personale giudiziario.
La richiesta di incontro, più volte reiterata con il Ministro Bonafede, per parlare della riforma della giustizia è l’occasione giusta per portare alla sua attenzione queste due richieste, senza le quali non può essere accolta nessuna riforma, che sarebbe, per l’ennesima volta, a costo zero per i lavoratori giudiziari.


Luca Bellini

Rappresentante RSU FSI Usae Funzioni Centrali Tribunale di Roma

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