Lettera al Comandante dell’Arma dei Carabinieri

Al Comandante Generale
dell’Arma dei Carabinieri
Generale C. A. Giovanni Nistri

Egregio Signor Comandante,
con la presente vogliamo innanzi tutto esprimere il nostro più profondo cordoglio per la morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, barbaramente trucidato a Roma da un giovanissimo assassino, e la nostra vicinanza a tutto il personale dell’Arma.
Il profilo del povero vice brigadiere riassume in sé tutti i valori che sappiamo essere il fondamento della mission istituzionale dei Carabinieri: l’altruismo, il coraggio, l’essere sempre pronti ad intervenire per proteggere i più deboli e chi ha bisogno, come l’impegno non solo professionale ma, anche sociale e personale di Mario stanno a dimostrare.
E forse proprio queste sue straordinarie doti umane gli hanno impedito di difendersi adeguatamente di fronte alla furia insensata e disumana di un criminale poco più che maggiorenne.


Troviamo assurdo che oggi il problema sia diventato la foto di uno dei sospettati dell’omicidio bendato all’interno di una caserma: bene ha fatto il Comandante Generale ad aprire una inchiesta per appurare quello che, se è avvenuto, è un fatto grave da perseguire, proprio perché potrebbe offuscare per un attimo l’immagine alta e nobile che, a nostro parere, continua a connotare e sempre connoterà l’operato dei militari dell’Arma, sin dalla ormai lontanissima data della sua fondazione.
L’efferatezza dell’omicidio del vice brigadiere Cerciello Rega sta a dimostrare il terribile baratro in cui sono precipitati troppi giovani, preda dell’abuso di alcool e di droga, interessati solo al possesso di beni materiali e guidati nei loro comportamenti dall’esigenza di apparire più che di essere, coinvolti in relazioni umane sempre più soltanto virtuali, incapaci di gestire le più piccole frustrazioni, ma viceversa capaci di reazioni violente e sconsiderate contro chiunque, refrattari ai concetti di autorità, rispetto dell’altro e del diverso, empatia.
Fortunatamente questo sconfortante ritratto riguarda solo una parte dei giovani, mentre tantissimi altri condividono quei valori sani ed autentici sui quali si fondano la nostra società e la stessa democrazia.
Quei valori per i quali Mario Cerciello Rega è morto, vittima del dovere, e che anche per lui dobbiamo continuare a difendere, tutti noi.
Grazie a Voi, difensori della libertà e dei cittadini tutti, e un sincero augurio di buon lavoro, con profonda ed immutata stima.
Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

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