I Coordinatori dell’Area Quadri Direttivi della FSI USAE Funzioni Centrali hanno scritto al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al Sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi

Egregio Ministro e Sottosegretario, Vi scriviamo in qualità di dipendenti del Ministero della Giustizia per chiedere un autorevole intervento idoneo a porre fine alla totale disattenzione nei confronti del personale giudiziario, il cui fondamentale contributo per il quotidiano funzionamento degli uffici è ignorato da anni, nonostante sia in grado di operare nella più vergognosa carenza di organico, di persone e mezzi che lo costringono a condizioni di emergenza cronica.

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Chiediamo che tale condizione sia riconosciuta e valutata, anche economicamente, con un intervento volto a promuovere e garantire quel “benessere organizzativo” da Lei più volte richiamato, in grado di ripristinare il valore dell’appartenenza a questa amministrazione e riattivare le leve motivazionali, che diano senso al nostro impegno quotidiano, mortificato, oltre che dalla mancata valorizzazione di ruoli e competenze, anche dagli ingiusti ed indiscriminati attacchi al pubblico dipendente, additato come capro espiatorio di inefficienze la cui origine, come ormai è evidente, si trova altrove.

Sollecitiamo pertanto l’adozione di atti concreti, che soddisfino le nostre legittime aspettative, primo fra tutte quello alla progressione di carriera, indubbiamente metodo motivazionale per eccellenza nel mondo del lavoro.

Pertanto si auspica che l’amministrazione voglia provvedere nell’indizione dei prossimi bandi e per il futuro una riserva di posti al personale interno come previsto dalla normativa vigente (art.24 D.lgs. n. 150/09 e art. 22 D.lgs. n.75/17), al pari di altre pubbliche amministrazioni, al fine di tutelare, riconoscere e valorizzare le professionalità acquisite negli anni da tutto il personale, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno.

Non si può pensare di assumere solo dall’esterno, ignorando e mortificando le qualità culturali e professionali del personale interno.

Si chiede altresì, l’esclusione da prove preselettive – discriminatorie e penalizzanti, le quali, privilegiando uno studio mnemonico, non necessariamente assicurano la selezione dei candidati più preparati e capaci come sono quelli già in servizio presso l’amministrazione, la cui esperienza deve assolutamente trovare spazio nella selezione, che, nel rispetto dei principi di efficienza ed economia dell’azione amministrativa,  deve contemperare il giusto equilibrio tra valorizzazione delle competenze e del merito.

Confidando in un positivo riscontro, si porgono distinti saluti


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