Al Ministro della Giustizia sulla proposta di accordo relativa alla ripresa dell’attività giudiziaria relativa alla c.d. Fase 2

Sig. Ministro questa O.S. ha letto, con sconcerto e forte indignazione, il contenuto della proposta di accordo relativa alla ripresa dell’attività giudiziaria nella c.d. Fase 2.

Si ha l’impressione che sia una proposta “punitiva”, per il fatto che gran parte dei lavoratori giudiziari sono dovuti rimanere a casa, vista l’emergenza sanitaria. D’altronde anche i Magistrati, stante la sospensione delle udienze, hanno fatto lo stesso.

La FSI USAE Funzioni Centrali premette che non concorda in toto siffatta proposta!

Sorprende la proposta del lavoro c.d. multi – periodale, come se la Giustizia fosse un’azienda che alterna momenti di “stasi” a momenti in cui si rende necessario aumentare la produzione, peccato che la macchina giudiziaria sia in incredibile affanno da decenni, stante l’enorme arretrato dei processi civili e penali.

Si propone, inoltre di fare dei turni per garantire un’apertura al pubblico più ampia, quando l’accesso dovrebbe essere garantito, solo eccezionalmente e riguardo quei casi che la modalità telefonica e per mail non possa soddisfare l’esigenza dell’utenza; si segnala, inoltre, che la turnazione presupporrebbe numeri di personale elevati che, stante le paurose carenze di organico dovute anche ai costanti pensionamenti, non ci sono. Senza considerare il notevole impatto e ricadute negative con le esigenze familiari di chi ha figli da accudire. 

Ulteriore stupore desta l’idea della settimana c.d. lunga su 6 giorni, un tuffo indietro nel passato spostando le lancette del tempo a circa 30 anni fa.

Sig. Ministro prenda in mano la situazione partendo dalla realtà dei fatti e dalla situazione reale e catastrofica dei Suoi uffici, che Lei ben conosce. Troppo spesso negli uffici giudiziari il personale è abbandonato a sé stesso, in balia dei provvedimenti dei capi degli uffici che alle volte demandano ai Presidenti delle sezioni la gestione

della cancelleria, quando l’ordinamento giudiziario prevede che i presidenti di sezione debbano “sorvegliare” i servizi di cancelleria, e non vigilare, né tanto meno dirigere.

 A ciascuno il proprio ruolo

Piuttosto, sig. Ministro, è venuto il momento di “valorizzare” veramente il personale, senza utilizzare quel termine per rifilare trappole che distruggono i pochi diritti ormai rimasti. Si provveda allora, approfittando della possibilità  accordata da Bruxelles di fare deficit per lo Stato, per  adeguare i salari a quelli dei dipendenti giudiziari europei (si veda quello francese e spagnolo) introducendo una indennità aggiuntiva di “ausilio alla giurisdizione” equiparata a quella percepita dall’Agenzia delle Dogane, in modo da ritemprare in qualche maniera i lavoratori giudiziari per le responsabilità e i carichi di lavoro, che inevitabilmente aumenteranno stante anche la grave crisi economica che, a seguito dell’epidemia, comporterà un aumento dei crimini, dei fallimenti di aziende ed un aumento di contenziosi e vertenze.

Sempre con le stesse risorse economiche si investa, specie in questo momento, sulla sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro, sulle dotazioni informatiche e nel rivisitare programmi software specifici della Giustizia, assolutamente inadeguati, poiché non velocizzano i tempi di lavoro ma li appesantiscono.

Si implementi anche nella Fase 2 il “lavoro agile”, piuttosto che ridurlo, sbloccando da remoto anche quei programmi ad oggi ancora bloccati da una ingiustificata ritrosia. Con la tecnologia si è tracciati ovunque, sia che si sta in ufficio che all’altro capo del mondo. In questo modo risponderemmo alle esigenze di sicurezza dei lavoratori.

Con l’auspicio che lei prenda in seria considerazione quanto sopra rappresentato, La ringraziamo e

La salutiamo cordialmente.

Il Coordinatore Nazionale  

Il Coordinatore Nazionale Paola Saraceni

347.0662930 – fsi.funzionicentrali@usaenet.org


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