Signori Ministri, le cospicue risorse che si renderanno disponibili per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresentano una occasione unica per operare una radicale riforma della Pubblica Amministrazione.

Il punto di partenza dovrà essere l’immediato ricambio generazionale tra i pubblici dipendenti, quel turnover fisiologico stimato in non meno di 500mila ingressi da garantire nei prossimi 5 anni per compensare altrettanti pensionamenti.

Questo massiccio avvicendamento di personale andrà realizzato attraverso pubblici concorsi che si dovranno svolgere con le nuove e più agili modalità, in tempi estremamente rapidi, al fine di inserire nella P. A., a tempo indeterminato, centinaia di giovani, preparati e specializzati, secondo le reali esigenze delle diverse Amministrazioni, che andranno ridefinite attraverso la riscrittura dei relativi ordinamenti professionali.

            Non è infatti pensabile rimanere ancorati a tantissimi profili professionali, spesso superati dai tempi e dalle innovazioni tecnologiche, che sono il sintomo di una estrema frammentazione delle funzioni, del tutto anacronistica e disfunzionale.

            Un altro punto nodale è la creazione dell’area quadri, riservata alle figure apicali dei direttori e funzionari, da far confluire in una sezione autonoma dell’area della dirigenza, al fine di creare un’interfaccia con la dirigenza stessa, funzionale alla nuova modalità di lavoro di equipe, sempre più diffusa all’interno dei pubblici uffici.

            Viceversa, all’interno del Recovery Plan si parla di un’area quadri (che nell’atto di indirizzo è indicata come area di elevata professionalità) ma che rimanendo comunque all’interno del comparto, permetterà a quei direttori e  funzionari, più capaci e meritevoli, di salire “un nuovo gradino, su di una scala che ha un soffitto già predeterminato e fisso; sarà una posizione che schiaccerà verso il basso tutte le professionalità già presenti nel comparto”, come chiarito dal Segretario Generale della FSI-USAE Adamo Bonazzi nel comunicato del 25 maggio u.s.

           Con riferimento agli emolumenti della Dirigenza, si sostiene che il tetto massimo stipendiale non dovrà mai superare quello previsto per il Capo dello Stato. Considerato poi come per il decollo del Piano nazionale di ripartenza e resilienza sia cruciale la riforma della giustizia, volta soprattutto al superamento della sua cronica lentezza che incide pesantemente sulla stessa economia del Paese, evidenziamo come prioritaria l’esigenza che i Magistrati siano gravati esclusivamente dai compiti legati alla loro funzione esclusiva (giudicante o requirente), e non da quelli legati alla direzione degli uffici o dalle consulenze.

            Un altro punto fondamentale riguarda la trasformazione del lavoro agile in un istituto contrattuale strutturato, oltre l’emergenza sanitaria: al riguardo, sarà essenziale contingentare il tempo di lavoro da casa, non potendosi prevedere un impegno del lavoratore che si protrae per l’intera giornata, così come andrà previsto il riconoscimento dei buoni pasto e la fornitura dei supporti tecnici ed informatici necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa da remoto.

            In conclusione, chiediamo che la non più rinviabile riforma della Pubblica Amministrazione trovi una immediata applicazione, secondo criteri di razionalità volti a garantire la massima efficienza della sua azione.

            Si ringrazia per l’attenzione, confidando nella condivisione di quanto rappresentato.

Il Coordinatore Nazionale

Paola Saraceni

347.0662930

fsi.funzionicentrali@usaenet.org