UNA ESTATE DI FUOCO

Dall’inizio del 2022, l’Italia sta letteralmente bruciando, da nord a sud, isole comprese, con un numero di incendi addirittura triplicato nell’ultimo anno rispetto alla media storica: dall’inizio dell’anno,

si è registrato più di un rogo ogni due giorni, considerato anche che la primavera appena finita è stata classificata come la sesta più calda di sempre sulla Terra.1) Ed ora, con l’arrivo dell’estate che ha fatto già registrare picchi di calore oltre i 40°, la situazione non potrà che peggiorare. Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni, hanno inaridito i terreni nelle aree più esposte al divampare degli incendi: una situazione drammatica, spinta dal cambiamento climatico che favorisce incendi più frequenti e intensi, con un aumento globale di quelli estremi fino al 14% entro il 2030 e del 50% entro la fine del secolo secondo l’Onu. Nel 2021 in Italia, ben 659 incendi massivi hanno incenerito circa 150mila ettari di territorio. 2) E’ evidente e ben noto che siamo di fronte ad un fenomeno globale, e da anni è alto l’allarme a livello mondiale circa il rischio della sua irreversibilità, cioè il superamento di quel fatidico punto di non ritorno che preconizzerebbe una catastrofe definitiva per l’intero pianeta. Ma proprio perché questa consapevolezza si va diffondendo ovunque, siamo ancor più sconcertati dal constatare l’insipienza, l’ignavia, l’incapacità dimostrate da chi è preposto a prevenire o, quanto meno, a limitare tali disastri. Con riferimento particolare all’Italia, ci chiediamo perché ogni estate si debba apprendere dai mezzi di informazione la conta delle migliaia di ettari distrutti, dei danni alle coltivazioni, della morte di migliaia di capi di bestiame, fino alle purtroppo non rare tragedie che determinano la perdita di vite umane. Cosa si fa in termini prevenzione? Poco o nulla, prendiamo l’esempio della Capitale, della più grande città metropolitana del Paese, dove nelle ultime settimane si sono succeduti incendi e roghi praticamente in tutti i quadranti: esplosioni di bombole di gas, autocombustione di terreni incolti, veri e propri incendi dolosi, hanno costituito un mix micidiale per questo giugno romano. Tutto ciò si sarebbe potuto fortemente limitare se si fosse arrivati preparati all’estate: sarebbe bastato ripulire le sterpaglie che soffocano la città ovunque, e che costituiscono terreno fertile per il fuoco, oltre che per il degrado e la sporcizia. E non parliamo soltanto delle martoriate periferie, il triste spettacolo è visibile anche al centro, perfino in prossimità dei monumenti più importanti. Il problema è culturale, di mentalità, è una cronica incapacità di prevedere, di organizzare e di decidere, in una parola sola: di governare una città che versa in un degrado vergognoso, dove migliaia di individui percepiscono un reddito di cittadinanza per non fare nulla, mentre potrebbero essere impiegati proprio in lavori di recupero dell’ambiente metropolitano; così come potrebbero essere incrementati i lavori socialmente utili nella stessa direzione, cui destinare soggetti in esecuzione penale che magari affollano inutilmente le patrie galere. Ma ci chiediamo: è solo incapacità o è mancanza di volontà politica (della serie: tanto i turisti vengono lo stesso a Roma e i cittadini sono ormai rassegnati a questo degrado)? O forse è quello che a Roma si chiama menefreghismo a non far cambiare le cose? Quello che chiediamo, ma direi pretendiamo dalla politica, è di saper fare il proprio mestiere, a tutti i livelli, cioè governare, attraverso la previsione e la pianificazione degli interventi; la loro organizzazione, mediante il reperimento delle risorse, economiche ed umane, necessarie; la loro esecuzione, in tempi certi e rapidi; infine, il controllo dell’intero iter. Allora forse, partendo dal basso, sarà possibile frenare quel processo di degrado che, come citato in premessa, si estende dalle città a tutto il Paese e, da questo, all’intero pianeta.

Coordinamento Ambiente Paola Saraceni 347.0662930 fsi.funzionicentrali@usaenet.org

1 Elaborazione di Coldiretti su dati EFFIS (European Forest Fire Information System).

2 https://www.coldiretti.it/meteo_clima/caldo-incendi-triplicati-nel-2022-sos-siccita 21 giugno 202

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