Scuola, al via riforma di Istituti tecnici e professionali.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato e varato gli ultimi provvedimenti prima della fine della legislatura. Tra le altre cose, oltre all’approvazione della bozza del Decreto Aiuti Ter (misura volta a sostenere economicamente imprese e famiglie), è arrivato il via libera alla riforma degli Istituti tecnici e professionali.

Con il provvedimento è stato fatto un altro passo avanti nell’attuazione del Pnrr Istruzione: la riforma degli Istituti tecnici e professionali, infatti, è una parte fondamentale del Piano, che punta a qualificare sempre di più il nostro sistema di istruzione, offrendo maggiori opportunità formative a ragazze e ragazzi, con una grande attenzione ai territori. «La decisione completa il disegno avviato con la riforma degli Istituti tecnici superiori e rende strutturale la connessione tra istruzione secondaria e terziaria » ha sottolineato il ministro Bianchi.

Innovazione, rete con i territori, potenziamento dell’attività laboratoriale. Queste le principali caratteristiche della riforma approvata. Il testo prevede, per gli Istituti tecnici: la ridefinizione e l’aggiornamento degli indirizzi per rafforzare le competenze linguistiche e Stem e orientare alle discipline inerenti «Industria 4.0», connettersi maggiormente al tessuto socioeconomico di riferimento, valorizzare la metodologia didattica per competenze; la previsione di meccanismi per dare continuità tra l’istruzione tecnica e quella terziaria (ITS Academy, per esempio), riconoscendo crediti formativi universitari ai tirocini svolti dagli studenti durante il quinto anno di studi. La realizzazione di «Patti educativi 4.0», per far sì che istituti tecnici e professionali, imprese, enti di formazione accreditati dalle Regioni, ITS Academy, università e centri di ricerca possano condividere risorse professionali, logistiche e strumentali; la strutturazione di un piano formativo mirato per i docenti degli istituti tecnici, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali; l’erogazione diretta da parte dei Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) di percorsi di istruzione tecnica non in rete con le istituzioni scolastiche di secondo grado o non adeguatamente sufficienti rispetto alle richieste dell’utenza e del territorio; il riconoscimento di certificazioni che attestino le competenze delle studentesse e degli studenti dopo il primo biennio e dopo il secondo biennio, in corrispondenza con il secondo e il terzo livello del Quadro europeo delle qualifiche.

Come per gli istituti professionali è poi prevista la definizione di misure di supporto allo sviluppo di processi di internazionalizzazione degli istituti per realizzare lo spazio europeo dell’istruzione. La riforma degli Istituti professionali, spiega il Ministero, punta a rafforzare il raccordo della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni, in coerenza con gli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale e competitività previsti dal Pnrr, anche attraverso l’aggiornamento da parte delle istituzioni scolastiche del Progetto formativo individuale. Il provvedimento prevede che il Ministero dell’Istruzione emani linee guida per semplificare le procedure amministrative per il passaggio dagli istituti professionali agli Iefp (Istruzione e Formazione Professionale).

Viene istituto, infine, presso il MI, l’Osservatorio nazionale per l’istruzione tecnica e professionale. Sarà composto da 15 esperti del segmento formativo, con incarico annuale, che avranno funzioni consultive e di proposta per il miglioramento del settore.

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