Dopo un anno di trattative, ieri il 18 giugno 2025, è stata firmata presso l’ARAN, la preintesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) comparto Sanità 2022-2024. L’accordo interessa oltre 581.000 professionisti non medici del Servizio Sanitario Nazionale: infermieri, ostetriche, operatori sociosanitari (OSS), tecnici sanitari e personale amministrativo.

“Lo avevamo detto e lo riconfermiamo oggi” ha dichiarato dopo la firma della pre-intesa Adamo Bonazzi, Segretario Generale della FSI-USAE “quel contratto è in mano a degli Incapaci. Aran e le organizzazioni sindacali, firmando questa pre-intesa del CCNL della sanità, hanno messo una pietra tombale sulle aspirazioni contrattuali dei lavoratori della sanità. In quella preintesa contrattuale infatti, oltre ad aumenti stipendiali che non sono in linea con l’inflazione, ci sono delle cose che fanno accapponare la pelle, come il profilo di “Assistente Infermiere” (con tutte le ricadute sia in termini professionali che di immagine che ne avranno sia gli infermieri che gli OSS). Cose che imputiamo direttamente ai firmatari di contratto fra cui oggi possiamo anche annoverare una sigla che sino a ieri ha detto di combattere strenuamente l’istituzione di detta figura. Immaginiamo quindi che tale ripensamento non sia casuale e dopo aver appreso che la posizione sui contratti della Cisl ha comportato il fatto di vedere il suo segretario generale passare direttamente da leader dell’organizzazione a Sottosegretario dell’attuale Governo, pensiamo che anche il cambio di posizione su di un contratto così importante come quello della sanità, possa avere un proprio valore intrinseco.”

La pre-intesa infatti è stata raggiunta grazie al cambio di rotta di Nursing Up, il sindacato autonomo che a gennaio si era opposto all’accordo insieme a Cgil e Uil e ora invece ha fatto pendere la bilancia dalla parte dei favorevoli, già popolata da Cisl, Fials e Nursind.

A spingere al sì il Nursing Up sono stati gli ultimi ritocchi ad aspetti come la platea dei candidabili alle progressioni in quarta area e la disciplina dei turni per il personale over 60. E cioè dal punto di vista contrattuale due inezie utili solo a giustificare il cambio di rotta che certamente non è dovuto a queste grandi conquiste ma a valutazioni di opportunità che riguaradano la sigla ed i suoi dirigenti.

L’impianto del contratto rimane in ogni caso quello realizzato nelle trattative dei mesi scorsi, prima della rottura di metà gennaio: che, ora, confina il blocco contrattuale agli enti locali, dove Cgil e Uil hanno da sole la maggioranza, mentre è ancora da giocare la partita della scuola.

E secondo quanto riportato dalle principali agenzie stampa, il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, definendo la firma del CCNL un passo importante, frutto di un confronto continuo, serio e responsabile. A suo avviso, il nuovo contratto accoglie molte delle istanze presentate dalle organizzazioni sindacali e riconosce concretamente il ruolo fondamentale che i professionisti sanitari svolgono quotidianamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Le risorse complessive stanziate raggiungono 1,7 miliardi di euro, articolate come segue:

  • 1,5 miliardi per gli aumenti tabellari generali;
  • indennità di specificità infermieristica (15,66 euro/mese);
  • indennità di pronto soccorso (6,52 euro/mese);
  • ulteriori risorse decentrate (15,52 euro/mese);
  • incrementi specifici per il personale dei pronto soccorso a partire dal 2025: 305 euro mensili, con ulteriore aumento di 60 euro dal 2026.

Gli arretrati del contratto sanità 2022-2024

Con la firma della preintesa si sbloccano anche gli arretrati contrattuali maturati negli ultimi due anni. Secondo le prime stime:

Categoria professionaleArretrati lordi stimati
Personale di supportofino a 1.700 euro
Operatori sociosanitari (OSS)fino a 1.850 euro
Assistenti sanitarifino a 1.970 euro
Professionisti sanitari (infermieri, logopedisti, tecnici)fino a 2.100 euro
Nota:  gli importi possono variare in base all’anzianità di servizio, alla fascia retributiva e ai profili professionali.

L’accordo raggiunto all’Aran fa partire ora le verifiche finali sul testo, che quindi è destinato a entrare in vigore in autunno portando in busta paga i 172 euro medi lordi di aumento mensile ai 581mila aumenti del comparto. Una media che però non è quanto arriverà effettivamente nelle tasche dei dipendenti perché bisogna tenere conto che essa, in realtà, è figlia di numeri variegati a seconda delle tipologie professionali, e per calcolare tale media si tiene conto anche dei 516 euro che andranno agli infermieri di Pronto soccorso.

Le novità nei Pronto soccorso

Proprio loro sono i destinatari delle novità principali del contratto, relativo al 2022/24, a partire dalla distribuzione percentuale su base regionale delle risorse per l’indennità specifica, che in termini pro capite valgono 122,22 euro al mese a decorrere dal giugno 2023, 244,44 dal 1° gennaio 2024, 305,55 dal 2025 e 366,67 dal 2026.

Queste cifre si affiancano all’aumento base del contratto producendo l’effetto complessivo, che nei Pronto soccorso è però importante anche sul piano delle regole. Il testo costruisce infatti un pacchetto di tutele per affrontare i casi di aggressione, diventati sempre più frequenti nelle cronache: si va dal patrocinio legale al supporto psicologico fino alla previsione esplicita della possibilità per l’azienda sanitaria di costituirsi parte civile nel processo.

Ufficio Stampa FSI-USAE