Lo scorso 9 settembre la Conferenza delle Regioni ha approvato le “Linee di indirizzo per l’attività oraria da rendere da parte dei medici del ruolo unico di assistenza primaria nelle Case della Comunità”, in attuazione del DM 77/2022 e dell’ACN 2019-2021 del 4 aprile 2024.

Con l’approvazione delle Linee di indirizzo da parte della Conferenza delle Regioni, prende forma concreta il nuovo modello operativo del medico di medicina generale all’interno delle Case della Comunità. Attività orarie strutturate, collaborazione multiprofessionale e nuovi compiti assistenziali per rispondere ai bisogni della popolazione.

E’ prevista la presenza dei medici sulle 24 ore, 7 giorni su 7, nelle Case della comunità hub e sulle 12 ore, 6 giorni su 7, in quelle spoke.

Queste linee guida si inseriscono nel contesto del DM 77/2022, che ridefinisce il modello dell’assistenza territoriale in Italia, con l’obiettivo di renderla più accessibile, continua e orientata alla prossimità.

A questo si affianca l’Accordo Collettivo Nazionale per il triennio 2019-2021 (aggiornato ad aprile 2024). Il medico ora è tenuto a garantire sia attività a ciclo di scelta sia attività su base oraria, con un impegno crescente nelle Case della Comunità hub e spoke, in coordinamento con le AFT e le UCCP. Non si tratta quindi di una novità normativa ma semplicemente di una ulteriore precisazione su come applicare quanto già previsto da precedenti accordi.

Con le nuove disposizioni, tutti i medici che entreranno nel sistema dal 2025 avranno un doppio obbligo: esercitare sia l’attività a ciclo di scelta (ossia per i propri assistiti), sia prestazioni orarie, assegnate dall’Azienda sanitaria di riferimento e le Case della Comunità diventano il luogo di riferimento dell’assistenza territoriale. Sono strutture fisiche riconoscibili, facilmente accessibili e collegate in rete con ospedali di comunità, consultori, ambulatori, farmacie, centrali operative e servizi sociali. In esse si concretizza il principio della sanità di prossimità, con un’attenzione particolare alla presa in carico delle persone con patologie croniche, fragilità e bisogni sociosanitari complessi. La logica è quella di una maggiore flessibilità e di una presenza più capillare sul territorio e l’obiettivo è quello di superare la frammentazione tra i vari setting assistenziali, garantendo continuità, tempestività e presa in carico proattiva.

Le Linee di indirizzo superano il vecchio concetto di guardia medica, introducendo una continuità dell’assistenza più ampia: non solo notturna e festiva, ma anche diurna e feriale, con presenza programmata dei medici nelle CdC, negli ambulatori e nelle altre sedi territoriali. Tutto il sistema ruota attorno alla collaborazione tra professionisti e al coordinamento con i servizi emergenziali, in particolare con la Centrale Operativa.

Ufficio Stampa FSI-USAE

LE LINEE GUIDA REGIONALI