CARAVAN PETROL

Gen 7, 2013
Qualche anno fa, questo era il tormentone di una canzone di Renato Carosone che gigioneggiava su un fantomatico personaggio che a cavallo di un cammello cercava il petrolio in territori dove non poteva trovarsi il prezioso oro nero .
Bene, sembrerebbe che ovviamente non sia così.
Udite, udite, il 24 di dicembre 2012, mentre tutti erano affaccendati nelle compere natalizie, un avviso pubblicato sul BURC della Regione Campania ha comunicato che la commissione VIA ( Valutazione Impatto Ambientale ) ha dato il via (scusate il bisticcio di parole) libera al progetto : “Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato VALLE SPACCATA in vari comuni della provincia di Benevento”, proposto dalla società Delta Energy Ltd con sede legale a 43 Park Regent, Brighton, East Sussex Regno Unito.
Quindi, la Regione Campania zitta, zitta e senza render nota alcuna documentazione sul progetto ha di fatto deciso di favorire la società inglese per il progetto in ben 19 comuni del Sannio.
Ovviamente non conosciamo i dettagli del progetto e giustamente non possiamo dare giudizi trancianti, ma è sotto gli occhi di tutti quello che è già accaduto nella vicina Basilicata e precisamente in Val d’Agri come si è potuto vedere in un servizio della trasmissione televisiva Report.
Gli stessi problemi si potrebbero verificare – forse anche amplificati – nei paesi interessati del Fortore e del Tammaro che risentono di un ritardo infrastrutturale pluridecennale che non è mai stato colmato.
Immaginiamo, quindi, il traffico di autocisterne che circola su strade dissestate già al limite della praticabilità oggi.
Immaginiamo l’inquinamento dovuto ai fanghi, ai lubrificanti chimici utili alle trivellazioni che potrebbero inquinare per sempre le abbondanti falde acquifere presenti nelle zone interessate.
Immaginiamo le ricadute negative sull’agricoltura ma soprattutto sulla zootecnia che sono l’unica vera risorsa in ascesa del territorio e che verrebbero penalizzate da un progetto che sicuramente non porterà ricchezza e lavoro se non per pochi.
Sorprende, inoltre, che una vallata aperta dove c’è tanto vento e già interessata da polemiche per l’installazione di un parco eolico considerevole che impatta sul territorio, venga scelta anche per prospezioni geologiche per la ricerca di idrocarburi.
Senza considerare l’alta sismicità del territorio in questione, che non è elemento da sottovalutare quando si prospettano questi progetti.
E’ un fatto, invece, che negli stessi giorni un’altra regione italiana, la Lombardia, ha fermato le trivellazioni per la ricerca di petrolio in Lomellina. L’assessore all’ambiente della Regione Lombardia Leonardo Salvemini ha dichiarato in proposito che “il primo parametro per tutte le nostre valutazioni è la tutela dell’ambiente e della salute dei nostri cittadini”.
E’ già un buon passo avanti.
Vedremo cosa farà adesso la Regione Campania.
Vincenzo Mervoglino