Il 4 maggio 2018 presso l’Istituto Luigi Sturzo – Via delle Coppelle 33 si è svolto il  convegno, di altissimo profilo, sul  tema “ETICA,  LEGALITA’ – FONDI EUROPEI & FINANZAorganizzato dall’ OSSERVATORIO ROMANO SUI FONDI STRUTTURALI e dal PARLAMENTO DELLA LEGALITA’ INTERNAZIONALE.

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Sono intervenuti moltissimi relatori (dieci) che hanno condiviso con un pubblico, numeroso ed interessato, teorie ed esperienze maturate nei diversi mondi di appartenenza: religioso, scientifico, istituzionale, politico, sociale  etc.

Per  FSI-USAE hanno partecipato Paola Saraceni , Coordinatore Nazionale  Funzioni Centrali e Gianfranca Iorio.

Il Prof Gennaro Colangelo, in qualità di moderatore, ha aperto i lavori con una breve considerazione sul principio di “Legalità”. Un principio che rappresenta oggi come non mai la massima garanzia di libertà, che  impone  a tutti il pieno rispetto della legge; che è il vero “strumento del popolo”, la cui fonte può stabilire o modificare, direttamente od indirettamente, i diritti fondamentali dei cittadini e le regole di convivenza e di comportamento.
Concetto che Il Cardinale F. Coccopalmero, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i testi legislativi,  ha ampliato e approfondito da un punto di osservazione teologico . Ha messo al centro dell’attenzione la “Persona” in chiave ermeneutica. La “Persona” è una, ma va scomposta in tante parti, come il corpo, dice il Cardinale. I suoi bisogni sono i messaggi per comprendere ciò di cui ha bisogno, ciò che deve ricevere. Il Legislatore per stabilire la “Norma” non dovrebbe mai perdere di vista quali siano le necessità dell’Uomo e riconoscere dette necessità. Ovviamente, definito il sistema giuridico generale e valido per tutti, successivamente e contestualmente vanno considerate le esigenze vitali, sia dal punto di vista giuridico che economico, in un contesto nazionale ed europeo.

Contesto nazionale ed europeo che il Prof Rocco Pezzimenti, Ordinario di Filosofia politica e storia delle dottrine politiche – UMSA, ha sinteticamente raffigurato con un paragone con l’estremo oriente che oggi detiene il 60% della ricchezza mondiale. La nostra Unione Europea nata negli anni Cinquanta come Comunità europea del carbone e dell’acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi.  Dal 1993 ad oggi è diventata l’Unione Europea di   28 paesi ma, nonostante gli sforzi fatti nel tempo, ancora fatica molto ad attualizzare le proprie politiche: da autorità di controllo deve diventare propositiva e innovativa, puntando sempre più sui giovani come una risorsa del futuro. Il Prof. Pezzimenti dice “deve aprirsi al mondo” e ha gli strumenti per farlo: i Fondi Comunitari  ai quali  deve affiancare  una strategia vincente.

Una finestra esemplare di apertura al mondo è l’associazione “ORFEO” fondata nel 1976 da Don Sergio Mercanzin,, Presidente del Centro Russia Ecumenica nato per aiutare i profughi dell’URSS che fuggivano dal regime, e per far conoscere la difficile condizione in cui vivevano i cristiani nell’ex Unione Sovietica. Negli anni, il Centro è cresciuto e si è sviluppato, divenendo un punto di incontro e di dialogo ecumenico ed interreligioso, soprattutto tra Cristiani Ortodossi e Cattolici. Ancora una volta è l’Uomo al centro dell’attenzione, non solo, Don Sergio sostiene, con determinazione, la ridistribuzione equa della ricchezza.: “i ricchi devono dare ai poveri”.

Ed è proprio in considerazione della “ridistribuzione della ricchezza”, che il moderatore introduce il Prof Santi Tomaselli, Presidente Osservatorio Romano sui Fondi Europei. Strumenti finanziari, con i quali, l’Unione europea, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli; la lotta contro l’esclusione sociale e la discriminazione; favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla stabilità politica, alla crescita economica e alla coesione sociale – territoriale tra gli stati membri. Inoltre mira ad attenuare le differenze socio-economiche tra i vari stati e incrementarne il benessere, riducendo il divario fra le regioni più avanzate e quelle in ritardo di sviluppo.

I Fondi prendono il nome in base agli obiettivi specifici   quale il Fondo sociale europeo (Fse) che finanzia interventi nel campo sociale e agisce su tutto ciò che concorre a sostenere l’occupazione mediante interventi sul capitale umano; Il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) che finanzia gli interventi infrastrutturali nei settori della comunicazione, energia, istruzione, sanità, ricerca ed evoluzione tecnologica; etc.

Il prof. Tomaselli ha collaborato alla nascita del Comitato Scientifico “Svegliamoci ed Agiamo” e fa un quadro sull’utilizzo, da parte delle Regioni italiane, di detti Fondi. Si sofferma in particolare su ciò che è stato fatto piuttosto che sulla percentuale utilizzata che comunque è molto bassa. L’Europa ha attenzionato 14 aree metropolitane, purtroppo la burocrazia e le norme molto elastiche hanno permesso il monopolio della mafia. Altro tassello mancante, ma indispensabile per il corretto utilizzo delle risorse comunitarie che sono aggiuntive a quelle nazionali e regionali, è l’assenza sul territorio di un Ufficio Europa. Una struttura che dovrebbe fare da collante tra l’Europa, gli Istituti di credito/banche, le imprese e chiunque intenda accedere ai bandi, che permettono l’utilizzo delle somme stanziate.

Per quanto riguarda le risorse europee, Il moderatore passa la parola al Prof. Antonio Sabbatella, Dirigenza Gen. Presidenza del Consiglio e Presidente Istituto De Gasperi. Il Professore ci dice che l’Istituto De Gasperi è nato con l’obiettivo di portare l’Europa nelle Amministrazioni. A volte le normative, le decisioni e i regolamenti comunitari non sono facili da comprendere, scritti in lingua inglese/francese, necessitano di attenzione e di conoscenza della materia.

Fatto sta che fa emergere ancora una volta la necessità di un Ufficio Europa come “ponte” tra il “dire e il fare”. Il giovane economista Tomaselli fa rilevare quanto l’Europa sia stata poca attenta ai giovani. Solo nel Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, si aumentano i poteri del Parlamento europeo e si prevedono diverse novità per adeguare le Istituzioni europee all’allargamento dell’UE puntando sulla competitività e la formazione dei giovani. Valori come la cultura, il sociale, l’economia, dice l’economista, sono finalmente presi in considerazione. La cultura riguarda anche l’economia, ma alla base di tutto c’è la cultura della legalità.

E’ d’obbligo, per il moderato, dare la parola al Prof. Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della legalità Internazionale. Ricordando l’integrità morale e l’esempio dei giudici Falcone e Borsellino, il professore ribadisce La cultura della legalità:   una necessità ineludibile per cambiare la  vita.

Anche le mentalità, vanno cambiate, “a cominciare dal bambino”, sostenendolo poi nella sua crescita con una rete di iniziative e di agenzie civili, affiancate dallo Stato. Creare una cultura della legalità è il primo obiettivo della scuola, Dando vita a un “universo di valori” che nel binomio libertà/legalità trovino il proprio volano (democrazia, dialogo, partecipazione, solidarietà, etc.). E qui sono proprio l’insegnamento storico, quello linguistico, quello filosofico (nella scuola superiore) a fungere da promotori e/o coordinatori. Certo è che dalla scuola di base, attraverso lo studio dell’ambiente sociale, attraverso la descrizione del vissuto sociale, passando poi a una riflessione su “diritti e doveri” del cittadino e/o dell’uomo, tale processo deve prendere l’avvio. E’ l’esempio che meglio e di più educa, è l’habitat con i suoi valori vissuti, che forma.

Il Prof F. Gurrieri , Direzione Generale Ministero Politiche Agricole e Internazionali dell’Unione Europea , ci parla di un particolarissimo progetto finanziato con i fondi strutturali che ha permesso  l’integrazione e lo scambio tra giovani della Sicilia e della Calabria con paesi del Nord Europa. Si tratta di giovani particolari: autistici, ospitati in aziende agricole per lavorare e produrre. Bisogna, dice il Professore, sviluppare una visione diversa nei confronti del settore agricolo che ha grande potenzialità ed è attenzionato dall’Europa con discrete risorse che non sempre vengono utilizzate pienamente. Anche qui le norme non aiutano, anzi permettono infiltrazioni di tipo mafiose. Ancora una volta torna la necessità di sviluppare un atteggiamento e un comportamento più maturo, quindi una cultura diversa.

A seguire l’On.le Nicola Irto, presidente Assemblea Regionale della Calabria, pur ammettendo lo scarso utilizzo da parte della propria regione dei fondi strutturali fa emergere i risultati raggiunti tra cui  la connessione on line con gli uffici Europei in particolare con la Corte dei Conti che può monitorare in tempo reale la contabilità calabrese.

Le risorse comunitarie sono aggiuntive e non sostitutive, dice il moderatore e passa la parola all’esperto Prof Salvatore La Rosa, Ordinario Etica Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Stiamo assistendo al formarsi di una Europa divisa in serie A e B. . Urge studiare il fenomeno del Regionalismo e il Sistema Stato. “Non Possiamo dire basta Europa” urge una trasparenza amministrativa.

Il giornalista Pino Nazio ha condiviso la linea degli interventi e ribadito la necessità di una cultura della legalità.

Una esperienza interessante, quella descritta dal Prof. Giuseppe Tritto , presidente associazione mondiale Biomedica WABT. Come coordinatore e promotore di progetti internazionali per paesi in via di sviluppo verso il processo di globalizzazione afferma che la formazione acquisita in un paese non può essere trasportata altrove, ma adattata. I programmi di ricerca italiana sono all’avanguardia, purtroppo al momento della sperimentazione i finanziamenti finiscono e tutto si perde nel nulla. Paesi come l’India e la Cina pagherebbero oro per avere “le teste italiane” e soprattutto l’intelligenza dei nostri giovani. Un esempio: a differenza della Cina, in Europa non ci sono centri sull’utilizzo delle cellule staminali.

Chiude i lavori il Prof Giuseppe Pronesti, coordinatore europeo Commissione Habitat Giovani. che punta su tre piloni fondamentali: La Formazione – la Ricerca e l’Innovazione. Dal suo punto di vista l’Europa sta cambiando, sta dando più fiducia ai giovani e quindi sta cambiando anche l’Italia. Ribadisce che l’esistenza di un Ufficio Europa a livello locale velocizzerebbe il processo innovativo.

 

Conclusioni

 

Le soluzioni proposte sono molteplici e provengono da diverse realtà, tuttavia “Senza legalità non c’è società, non c’è Stato, non c’è – perfino Comunità, in particolare, nelle società avanzate (tecnologicamente e democraticamente).  Un bisogno che è insieme politico, sociale e civile. Ma la legalità è oggi offesa nella realtà, “qui custodiet custodes”? Resta un problema inquietantemente e urgentemente aperto.

Nell’ambito del convegno è stato firmato il protocollo d’intesa tra L’ OSSERVATORIO ROMANO SUI FONDI STRUTTURALI & IL PARLAMENTO DELLA LEGALITA’ INTERNAZIONALE sulla falsa riga del protocollo già firmato lo scorso anno con la FSI-USAE.