Al Ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione; al Ministro dell’Economia

e delle Finanze; al Ministro della Giustizia 

 

Questa organizzazione sindacale esprime forti perplessità in merito al provvedimento emanato dal Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, relativo all’ assegnazione di risorse per assunzioni a tempo indeterminato, ai sensi dell’articolo 1, comma 365, lettera b) della legge 232/2016, come rifinanziato dalla legge 205/2017, pari a 5 milioni di euro per il 2018, 30 milioni per il 2019 e 50 milioni per il 2020.

Il provvedimento, infatti, prevede stanziamenti diversificati in favore di alcune amministrazioni dello Stato, alcuni in misura più modesta come il Ministero della salute e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, altri più cospicui come nel caso del Ministero dell’interno e dell’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Ma quello che appare assolutamente inconcepibile a questa organizzazione sindacale, è l’assenza, dall’elenco delle amministrazioni pubbliche destinatarie delle risorse per le assunzioni di contingenti di personale  a tempo indeterminato, del Ministero della Giustizia.

Sono infatti ben note le enormi difficoltà del settore, che da anni deve fare i conti con carenze degli organici spaventose, che hanno determinato nel settore giudiziario ritardi ed accumuli di arretrati da terzo mondo, mentre nel settore penitenziario in moltissime realtà rimane disatteso il mandato costituzionale di cui all’articolo 27, attesa l’impossibilità di avviare percorsi rieducativi in favore dei ristretti, proprio per le carenze del personale dell’area trattamentale.

Le recenti immissioni in servizio di assistenti giudiziari da un lato e di funzionari giuridico pedagogici dall’altro, hanno appena mitigato le situazioni sopra descritte, lasciando però sostanzialmente inalterato l’enorme sbilanciamento tra la mole di lavoro da portare avanti per garantire il corretto funzionamento di queste istituzioni fondamentali, ed il numero ancora ampiamente insufficiente di operatori dedicati.

Emerge con sempre maggiore chiarezza, a nostro parere, l’esigenza di riscrivere l’ordinamento professionale del personale giudiziario, prevedendo pochi profili, altamente specializzati e livellati verso l’alto (e non l’attuale inutile frammentazione), così da ridefinire le piante organiche reali e procedere, per mezzo di appositi stanziamenti come quelli di cui si tratta, alle assunzioni necessarie a colmare gli enormi vuoti degli organici.

Per il settore penitenziario, è giunto il momento di prevedere massicce assunzioni di personale dell’area trattamentale, per garantire la piena applicazione dell’ordinamento penitenziario dentro e fuori dal carcere, laddove il dichiarato intento di incentivare l’esecuzione penale esterna sta trovando un limite insormontabile proprio nella cronica carenza del numero degli operatori specifici.

Tutti questi operatori dovranno poi trovare la loro naturale collocazione all’interno dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, al fine di sanare un’annosa e disfunzionale disparità di trattamento e di inquadramento tra personale che opera nello stesso ambiente perseguendo il medesimo fine istituzionale.

Per tutti questi motivi chiediamo, in conclusione, di prevedere analoghi, cospicui stanziamenti per le assunzioni a tempo indeterminato di personale all’interno del Ministero della Giustizia.

Si ringrazia per la cortese attenzione, in attesa di conoscere le determinazioni che saranno assunte nel merito.

Il Coordinatore nazionale FSI-USAE Funzioni Centrali
Paola Saraceni
347/0662930