Nella classifica dei Paesi Ue che investono nella scuola, l’Italia langue al quintultimo posto. Tra i 27 Stati membri, Roma si posiziona infatti al 23esimo e destina soltanto il 4,1% del proprio pil all’educazione. Peggio soltanto la Bulgaria (con il 3,9%), la Grecia (con il 3,8%), la Romania (con il 3,2%) e l’Irlanda, fanalino di coda, con il 2,7% del pil dedicato all’istruzione.
Al contrario, sul gradino più alto del podio si posiziona la Svezia con il 7,1% del pil allocato nell’educazione, seguita dal Belgio (6,3%) e dall’Estonia (5,8%).
Sono alcuni dei risultati dei dati elaborati dalla Fondazione Articolo 49 che saranno presentati il 28 gennaio a Roma in occasione dell’evento «InClasse: radici per il futuro – Imparare, comprendere, partecipare, per crescere cittadini consapevoli».
