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Detenuti tossico dipendenti

Come è ampiamente noto, il sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani sta aumentando mensilmente ed oggi, con le presenze che hanno superato il muro delle 60mila,

siamo arrivati ad un tasso del 118%, assolutamente intollerabile: non è un caso che nel corso dei primi 35 giorni del 2024 si siano verificati già 15 suicidi dietro le sbarre, un record terribile sul quale pesano in modo decisivo le drammatiche condizioni di vita in carcere, delle quali il sovraffollamento è l’indicatore principale. Un altro dato assai significativo, riguarda i ristretti per violazione della legge sugli stupefacenti, che assommano ad oltre 20mila, dunque un terzo delle presenze, mentre è stimata nel 30% la percentuale dei detenuti tossicodipendenti. Alla luce di questi numeri, crediamo che la proposta del Sottosegretario Delmastro di far scontare la pena ai detenuti tossicodipendenti presso comunità terapeutiche raggiungerebbe due scopi: decongestionare le presenze all’interno degli istituti, migliorando quindi le condizioni di vita di tutti i ristretti, e indirizzare questi soggetti verso percorsi di cura e riabilitazione indispensabili all’affrancamento dalla loro dipendenza. Naturalmente tale opportunità dovrà rispondere a precisi requisiti, peraltro già previsti dalla vigente normativa, quali la durata della pena (o della condanna in primo grado, se si vuole estendere questa possibilità ai soggetti non definitivi), l’attestazione dello status di tossicodipendenza e l’esistenza di un programma terapeutico di riabilitazione a cura del Servizio Sanitario Nazionale, ed anche un sistema efficace di controlli sull’andamento della misura e sull’operato delle comunità coinvolte. Andrà comunque garantita, sempre e comunque, la certezza della pena, e andranno contrastati eventuali tentativi di strumentalizzazione che potrebbero essere messi in atto. Pertanto, con la presente, vogliamo sollecitare tale soluzione, che andrà realizzata in tempi brevissimi, attesa la drammaticità dell’attuale situazione degli istituti di pena italiani, e confidiamo nella sensibilità delle SS. LL. nell’agire in tal senso. L’occasione è gradita per porgere i più cordiali saluti.

IL COORDINATORE NAZIONALE Salvatore Sardisco Cell. 333/1635995 salvosardi@gmail.com

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