La questione dei tetti alle tariffe per le prestazioni in regime di Servizio sanitario nazionale (che determinano sia la spesa delle strutture pubbliche che i rimborsi per quelle private accreditate) validi anche per le Regioni che non hanno i conti in rosso, è tutt’altro che risolta. E la Lombardia rischia di perderci, nel senso di non poter spendere come fa oggi, 860 milioni di euro della sua quota di fondo sanitario nazionale.
L’ha chiarito l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, parlando in Assolombarda alla platea della settima edizione del Milano Life Science Forum. Durante la manifestazione è stato anche presentato il rapporto biennale del centro studi dell’associazione degli imprenditori che dettagliava che la salute è un settore che vale il 12,6% del Pil regionale, con un valore della produzione che nel 2022 ha sfiorato gli 85 miliardi di euro (+17,5% dal 2019) e contribuisce per il 2,5% al Pil nazionale di un Paese in cui il servizio sanitario nazionale costa comunque meno di tremila euro a cittadino contro i cinquemila della Germania e i quattromila della Francia, ma produce “un’aspettativa di vita più elevata dei benchmark e una mortalità infantile più bassa”.

Ufficio Stampa FSI-USAE