Il Disegno di legge per commissariare tutte le aziende sanitarie della Sardegna è legge. Sì anche al riassetto degli ospedali. Il testo è stato approvato dal Consiglio regionale con 33 voti a favore e 16 voti contrari. L’Esecutivo avrà 45 giorni di tempo dall’entrata in vigore della riformina, ma la Giunta non potrà sostituire i direttori generali prima del varo della Finanziaria.

In fase finale del dibattito, l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, ha detto che il commissariamento è l’ultimo dei suoi pensieri e il provvedimento è il punto di partenza. Con i dipartimenti di prevenzione che, a suo dire , serviranno ad abbattere le liste d’attesa e ad evitare che la gente nei territori invada i pronto soccorso.

Per giustificare i commissariamenti, la riforma ha apportato una serie di modifiche all’organizzazione del sistema sanitario regionale. Le più importanti riguardano gli accorpamenti del Microcitemico che passa dalla Asl 8 di Cagliari all’Arnas Brotzu e quella dell’Ospedale Marino di Alghero dall’AoU di Sassari alla Asl 1. Polemiche sul ruolo dell’Ares, l’Azienda regionale della Salute nella quale vengono accentrate molte funzioni. Troppe, secondo la minoranza, a tal punto che sarebbe forte il rischio di impugnazione del provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale.

Altra misura che ha fatto discutere è stata l’istituzione di centri e dipartimenti regionali per la prevenzione, la salute mentale e le dipendenze. Il centrodestra ritiene che non siano a costo zero, come dovrebbe essere quando, come in questo caso, la Regione non ha un bilancio approvato.

Via libera anche all’ospedale dei bambini e all’avvio del processo di riconoscimento di un Irccs per la cura delle malattie rare.