La scintilla è stata la denuncia di Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, che in un report bolla come un flop il decreto legge “liste d’attesa” varato dal governo.

A 6 mesi dalla sua conversione in legge, è l’allarme di Gimbe, solo 1 dei 6 decreti attuativi previsti è stato approvato. Manca il decreto attuativo sui criteri di funzionamento e interoperabilità tra la Piattaforma nazionale e le piattaforme regionali; manca il decreto sui poteri sostitutivi dell’Organismo di verifica e controllo ; e manca il Piano d’azione per il rafforzamento della capacità di erogazione dei servizi sanitari. Il loro arrivo era previsto per il 30 settembre 2024. Mancano però anche i decreti per la gestione delle prenotazioni e delle disdette e quello per la definizione del fabbisogno di personale del SSN, privi di una scadenza definita. Senza la loro approvazione, spiega Cartabellotta, la legge è una scatola vuota.

“Ormai mentire sul nostro sistema sanitario nazionale è quasi diventato uno sport amatoriale” ha risposto duramente Franco Zaffini, presidente della commissione sanità al Senato, “Le liste d’attesa sono una priorità di questo governo.” Intervistato da Gramellini però il presidente della Fondazione Gimbe precisa: “La crisi odierna della sanità pubblica non è colpa del governo Meloni, perché dal 2010 tutti i governi hanno definanziato la sanità.”.