Carissimi,
faccio seguito alle riunioni intercorse negli ultimi mesi per prendere atto delle discussioni generatesi fra i membri del Consiglio Nazionale di Federazione dopo le decisioni assunte il 18 aprile 2026.
I deliberati lì assunti, unanimemente da tutti i consiglieri, che sono tesi a dare una copertura agli impegni economici necessari per le polizze assicurative “colpa grave” per gli associati (a cui tutti hanno ritenuto e deciso di non poter rinunciare). Tale decisioni, che non vengono dalla Segreteria Generale ma scaturiscono da proposte pervenute dai membri dello stesso consiglio nazionale, hanno destinato a riserva una parte della quota associativa in favore delle medesime polizze assicurative (lo 0.20% della retribuzione) ed hanno eliminato la franchigia sulla tredicesima mensilità (destinata anche essa al medesimo scopo) e, quindi, concomitantemente, hanno ridotto le quote a disposizione per le altre necessità sia nazionali che territoriali dell’organizzazione, ma hanno anche imposto alla Segreteria Generale la necessità di aggiornare con le opportune comunicazioni le disposizioni sulle trattenute per le varie aziende. In tale contesto nella nota a firma del Segretario Generale è stato chiesto alle aziende di uniformarsi alle disposizioni secondo le indicazioni fornite dall’anno 2017 in avanti.
Ora durante l’ultimo Consiglio Nazionale di Federazione (in videoconferenza) del 15.06.2026 alcuni dei Consiglieri Nazionali hanno innescato una diatriba per il fatto che la comunicazione di tali deliberati avrebbe comportato uno spropositato aumento della quota associativa. Una affermazione che non corrisponde alla realtà dei fatti, che è assai diversa.
Ciò che è avvenuto – infatti – riguarda solo quelle aziende in cui la trattenuta della quota associativa non era precedentemente effettuata così come disposto dalla FSI-USAE (nelle note inoltrate alle aziende dalla Federazione Nazionale dal 2017 in avanti) e così come impresso anche in calce alla scheda di adesione.
La richiesta di uniformarsi alle disposizioni della FSI-USAE (dal 2017 in avanti), ha comportato per tali aziende, ovviamente, la necessità di procedere all’odierno adeguamento delle trattenute alle corrette disposizioni, che per i lavoratori a fine carriera delle medesime aziende si è tramutato effettivamente in una cifra rilevante. Un problema, però, che avrebbe dovuto essere interamente assorbito dalle strutture territoriali che – direttamente o indirettamente – hanno precedentemente sottovalutato il problema ma che, invece, ora sembra essere diventato un problema politico nazionale.
Un problema che il Segretario Generale ha compreso e per cui ha anche cercato una soluzione che però tutelasse tutti e non creasse figli e figliastri fra gli associati. Il Segretario Generale infatti, ha proposto un abbattimento generalizzato della quota per tutti gli associati, riportandola al valore dello 0.70% della retribuzione. Una soluzione però che i medesimi Consiglieri che hanno posto il problema hanno rigettato a priori. (Probabilmente perché in altra istanza, gli stessi, chiedono di continuare ad assorbire più risorse di quanto sia previsto dallo statuto). Una proposta, quella del Segretario Generale, che, per varie ragioni, oggi è stata ritirata.
Fatto sta che nella discussione, invece di riconoscere le proprie inefficienze di fronte alle inadempienze delle amministrazioni, c’è stato chi ha cercato di disconoscere il valore dei deliberati già assunti in sede di Consiglio Nazionale di Federazione il 18 aprile 2026 e, soprattutto, gli atti prodotti e diffusi in applicazione degli stessi deliberati, con la pretestuosa pretesa di un ripristino della pregressa illegittima situazione.
E non solo questo, nell’ambito di tale discussione sono state inserite, in alcuni interventi, anche parole e frasi che mettono in discussione non solo i deliberati per così dire odierni, cioè di questa consiliatura (anche utilizzando una retorica che a parere dello scrivente eccede i limiti del lecito), ma anche i deliberati di consiliature procedenti che sono alla base del mandato congressuale ricevuto nel 2023 e delle stesse regole statutarie alla base della vita associativa. Una pretesa inaccettabile che ha creato un clima di conflittualità all’interno del Consiglio Nazionale di Federazione su di un elemento importante come quello della quota associativa degli iscritti e sulle regole della vita associativa.
E, poco importa se tali questioni vengano poste da una minoranza, perché non c’è ragione di lasciare che tale conflittualità continui, in modo strisciante, minando la necessaria serenità del Consiglio Nazionale di Federazione, quando un normale processo democratico quale la verifica congressuale può delineare nuove linee politico-sindacali e di governo della Federazione. Un processo che è già previsto dalle regole dello statuto.
Ai sensi del vigente art. 6 dello statuto sociale, pertanto è stata convocata una nuova stagione congressuale della Federazione.
Conseguentemente, dalla diffusione della presente, tutti gli organismi statutari uscenti, pur mantenendo la carica, debbono intendersi decaduti dai relativi poteri straordinari e deliberativi.
I Coordinatori Nazionali di Comparto ed i Segretari Territoriali di Federazione, seppure decaduti dai poteri straordinari, restano titolari anche dei rispettivi CCB, delle rispettive strutture nazionali e territoriali, per l’ordinaria amministrazione.
Gli stessi devono quindi limitarsi al pagamento delle spese ordinarie quali affitto, acqua, luce, gas e telefono della sede territoriale, se già esistente e convalidata, nonché gli eventuali stipendi e gli oneri riflessi per i dipendenti regolarmente assunti. Non si possano, invece, effettuare spese straordinarie di altro tipo o liquidare rimborsi per riunioni o attività varia.
Come noto, i congressi si svolgeranno per liste contrapposte e le candidature alle cariche territoriali (Segretario Territoriale di Federazione) e nazionali (Segretario Generale di Federazione) vanno presentate alla Segreteria Generale uscente corredate dalle relative mozioni congressuali (territoriale e/o nazionale). Il relativo regolamento è quello già in vigore per i congressi pregressi, qui allegato.
La macchina organizzativa sarà immediatamente attivata e saranno fissate le date e le località in cui si svolgeranno i Congressi Territoriali, che vedranno tutti la presenza del Segretario Generale uscente, che saranno rese note con almeno 60 giorni di anticipo rispetto allo svolgimento.
Il Congresso Nazionale di Federazione si terrà con la presenza di tutti i delegati eletti nei congressi territoriali e di quelli eletti nel collegio unico nazionale su convocazione inoltrata dopo l’effettuazione e la ratifica dell’ultimo congresso territoriale in programma.
La presente nota sarà pubblicata sul sito nazionale di federazione, così come la data e il luogo di effettuazione dei rispettivi congressi che saranno anche comunicati agli associati anche via mail.
Cordiali saluti.
Il Segretario Generale
Adamo Bonazzi
