Per gli infermieri e per le altre professioni sanitarie è il peggiore contratto degli ultimi 30 anni! Pochi arretrati, aumenti risibili e carriera strozzata.
Si è firmato definitivamente oggi il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) comparto Sanità 2022-2024 che interessa oltre 581.000 lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale: infermieri, professionisti sanitari dell’area tecnica, riabilitativa e della prevenzione, fisioterapisti, ostetriche, operatori sociosanitari (OSS), e personale amministrativo.
La firma definitiva ha fatto seguito all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri e della Corte dei Conti e rende attuale ed applicabile il testo firmato come pre-intesa lo scorso 18 giugno, grazie al cambio di rotta di Nursing Up che ha fatto pendere la bilancia in favore di Cisl, Fials e Nursind (che avrebbero voluto sottoscrivere già a gennaio un testo solo leggermente diverso).
Il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, al tempo della firma della pre-intesa, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, definendo la firma del CCNL un passo importante, frutto di un confronto continuo, serio e responsabile. A suo avviso, il nuovo contratto accoglieva molte delle istanze presentate dalle organizzazioni sindacali e riconosceva concretamente il ruolo fondamentale che i professionisti sanitari svolgono quotidianamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Molto diversa la nostra valutazione:
“Lo abbiamo detto il 18 giugno e lo riconfermiamo oggi: quel contratto è in mano a degli incapaci. Per gli infermieri e per le altre professioni sanitarie è il peggiore contratto degli ultimi 30 anni! Pochi arretrati, aumenti risibili e carriera strozzata.” ha dichiarato Adamo Bonazzi, Segretario Generale della FSI-USAE “Con questo contratto l’Aran ha definitivamente dimostrato di essere incapace di comprendere che il comparto della sanità è diverso dai comparti prettamente amministrativi; che la Sanità ha il bisogno di norme contrattuali proprie e di dinamiche ordinamentali diverse dagli altri comparti; che nella sanità esistevano già le elevate qualificazioni di professionalità che andavano riconosciute e gratificate, cosa che non è avvenuta. E le organizzazioni sindacali che erano sedute al tavolo proponendo ed accondiscendendo a tale disegno si sono dimostrate assolutamente incapaci di tutelare i lavoratori ed i professionisti del comparto (evidentemente perseguono altri fini con un sistema lavoro che porterà la sanità pubblica alla sua deflagrazione per il progressivo abbandono dei suoi professionisti). L’Aran e le organizzazioni sindacali, firmando definitivamente questo testo di CCNL della sanità hanno messo, oggi, una pietra tombale sulle aspirazioni di carriera dei professionisti del comparto della sanità. Prevedere – l’AREA DEL PERSONALE DI ELEVATA QUALIFICAZIONE – come sviluppo di carriera dell’area dei professionisti della salute e dei funzionari in cui è già stato inserito un sistema di incarichi, peraltro non rifinziato, significa ricostruire quel tetto di cristallo che da decenni si voleva far saltare e continuare a schiacciare verso il basso il professionista di base che sarà sempre più demotivato. Per di più, in quel testo, ci sono aumenti stipendiali che sono risibili, indegni e non in linea con l’inflazione. Ad eccezione dei pochi fortunati che lavorano in situazioni di emergenza, i lavoratori del comparto riceveranno globalmente, a partire dal prossimo mese, un massimo di duemila euro lordi (Milletrecento netti) per 46 mesi di arretrati: come dire un aumento contrattuale postumo che non arriverà a € 43,00 (Quarantatre) lordi, pari a circa 28 (ventotto) euro netti per ogni mese passato.”
Le risorse contrattuali
Le risorse complessive stanziate raggiungono 1,7 miliardi di euro, articolate come segue:
• 1,5 miliardi per gli aumenti tabellari generali;
• indennità di specificità infermieristica (15,66 euro/mese);
• indennità di pronto soccorso (6,52 euro/mese);
• ulteriori risorse decentrate (15,52 euro/mese);
• incrementi specifici per il personale dei pronto soccorso a partire dal 2025: 305 euro mensili, con ulteriore aumento di 60 euro dal 2026.
Gli arretrati del contratto sanità 2022-2024
Con la firma del CCNL che è destinato a entrare in vigore da novembre si sbloccano gli aumenti in busta paga (i fantomatici 172 euro medi lordi di aumento mensile) e gli arretrati contrattuali maturati negli ultimi due anni. Secondo le prime stime:
Personale di supporto fino a 1.700 euro
Operatori sociosanitari (OSS) fino a 1.850 euro
Assistenti sanitari fino a 1.970 euro
Professionisti sanitari (infermieri, logopedisti, tecnici) fino a 2.100 euro
Nota bene: gli importi possono variare in base all’anzianità di servizio, alla fascia retributiva e ai profili professionali.
Una media che però non è quanto arriverà effettivamente nelle tasche dei dipendenti perché bisogna tenere conto che essa, in realtà, è figlia di numeri variegati a seconda delle tipologie professionali, e per calcolare tale media si tiene conto anche dei 516 euro che andranno agli infermieri di Pronto soccorso.
Le novità nei Pronto soccorso
Proprio loro sono i destinatari delle novità principali del contratto, relativo al 2022/24, a partire dalla distribuzione percentuale su base regionale delle risorse per l’indennità specifica, che in termini pro capite valgono 122,22 euro al mese a decorrere dal giugno 2023, 244,44 dal 1° gennaio 2024, 305,55 dal 2025 e 366,67 dal 2026.
Queste cifre però si affiancano all’aumento base del contratto producendo l’effetto complessivo, che nei Pronto soccorso è però importante anche sul piano delle regole. Il testo costruisce infatti un pacchetto di tutele per affrontare i casi di aggressione.
Tabella riepilogativa degli aumenti CCNL sanità 27/10/2025

Ufficio Stampa FSI-USAE
