Nel novembre scorso al Senato è stato presentato una d.d.l. che reca “Disposizioni in materia di diritto alla disconnessione nei rapporti di lavoro”, con il dichiarato fine di creare una nuova cultura ed evitare tecnostress e sindrome da burnout. Target non solo i dipendenti, ma anche autonomi e professionisti.
Il Ddl Sensi stabilisce che, una volta terminato l’orario di lavoro, il dipendente non può essere disturbato dal datore di lavoro fino al giorno successivo, garantendo così almeno 12 ore di pausa. L’obiettivo iniziale è applicare la legge alle aziende con più di 15 dipendenti, una base considerata minima per avviare una discussione più ampia attraverso emendamenti.
Numerosi studi confermano infatti che una migliore separazione tra vita privata e lavoro porta a un aumento della produttività e del benessere psicologico dei dipendenti. Ridurre il tempo trascorso in azienda e migliorare la gestione degli orari lavorativi sono fattori che contribuiscono a una maggiore efficienza e salute dei lavoratori.
Ecco cosa cambierebbe: Il Ddl sul diritto alla disconnessione stabilisce che ogni lavoratore avrà diritto a un periodo di almeno 12 ore di riposo tra un turno e l’altro, senza essere disturbato dal datore di lavoro tramite email, WhatsApp o telefonate. Si tratterebbe di un passo significativo per risolvere una situazione che, fino ad oggi, è regolata solo in modo informale, con accordi individuali tra lavoratore e datore di lavoro.
Ufficio Stampa
