Agende delle prenotazioni di visite ed esami chiuse e quindi che respingono le richieste dei pazienti quando chiamano il Cup oppure percorsi di garanzia non attivati quando le liste sono lunghe e secondo la nuova legge invece i cittadini in coda dovrebbero essere trasferiti gratuitamente (o dietro il pagamento del ticket) nel privato o in intramoenia.

Ecco quello che emerge dalle ispezioni dei Nas durate tre mesi e spediti dal ministro della Salute Orazio Schillaci negli ospedali. E dalla quale risulta che un’azienda sanitaria su quattro non rispetta le norme per la riduzione delle liste d’attesa.

Il quadro è emerso nel corso della riunione del tavolo istituito al ministero della Salute per accompagnare le Regioni nell’attuazione del decreto legge 73 del 2024 in vigore da agosto, nato appunto per provare ad abbattere le liste d’attesa. Su mandato del ministro della Salute Schillaci, i Nas hanno effettuato ispezioni da ottobre a dicembre 2024 e si tratta della seconda campagna dopo quella della primavera del 2023.

Sebbene persistano delle criticità – ha spiegato lo stesso ministro Schillaci – dal confronto tra le due campagne di ispezioni abbiamo riscontrato alcuni miglioramenti anche grazie agli strumenti legislativi messi in campo.