La Svimez (ovvero l’Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, associazione privata i cui associati sono Regioni, Banche, Università, Unioni Industriali, ecc.) ha presentato il nuovo Rapporto in cui indica “due priorità di intervento: le infrastrutture sociali, per i servizi sanitari e per la scuola: Perché non c’è crescita vera se non migliorano, di pari passo, le condizioni di accesso ai diritti di cittadinanza”.
Secondo la Svimez: “Nel quadro tendenziale di finanza pubblica, le leggi vigenti comportano che questa aumenti nei prossimi anni più della ‘spesa netta’, tuttavia questo non è sufficiente neanche a garantire l’invarianza della spesa sanitaria in quota di Pil, prevista in diminuzione dal 6,0% del 2025 al 5,9% del 2027. La sanità italiana soffre di un problema strutturale di sottofinanziamento. Al Sud più che nel resto del Paese, alla strutturale sotto-dotazione di risorse si associano maggiori difficoltà di adempiere ai Lea. E, tra le aree della spesa pubblica più delicate, quella sanitaria ha un ruolo preminente. Dopo la pandemia, i problemi sono rimasti e tenderanno, in un contesto di contrazione della spesa reale, a esacerbare le disuguaglianze tra cittadini e territori. Il governo si è impegnato a dare priorità alla spesa sanitaria ma, tuttavia, questo non è sufficiente neanche a garantire l’invarianza della spesa sanitaria in quota Pil”.
Ufficio Stampa FSI-USAE
