Avevamo proposto che la sanità penitenziaria fosse gestita come i Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’Aviazione civile (cioè il sistema SASN) che anche dopo la devoluzione della sanità alle regioni è rimasto in capo al Ministero della salute che lo gestisce attraverso le USMAF, che poi sono Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e sono strutture dislocate omogeneamente sul territorio nazionale.
“Ci è stato risposto che questa cosa è di difficile attuazione stante l’attuale assetto costituzionale del nostro paese. Però il problema rimane, esiste ed è serio. Le ASL hanno difficoltà a gestire la sanità penitenziaria che arranca ed è sempre scarsa di risorse umane. La cenerentola del sistema,e mette in difficoltà le direzioni degli istituti di pena. Non abbiamo cambiato idea ma abbiamo affinato il nostro progetto!” dice il Segretario Generale, Adamo Bonazzi, che continua “Noi pensiamo ancora che la sanità penitenziaria vada tolta dalle Asl che la gestiscono male. Noi pensiamo che serva una specifica agenzia regionale che provveda alla sanità penitenziaria negli istituti del relativo territorio!”
Ufficio stampa FSI-USAE
