La Toscana attende, da mesi, la risposta del Parlamento alla proposta di legge lanciata dal Consiglio regionale con cui si chiede di portare il finanziamento del Fondo sanitario nazionale ad almeno il 7,5 per cento del Pil (ora è poco sopra il 6 per cento).
Ma ci sono altre due partite calde: la prima riguarda la reintroduzione anche per il 2025, chiesta da tutte le Regioni, di una norma (a costo zero per lo Stato) che liberi risorse regionali per l’abbattimento delle liste d’attesa. Un fronte su cui c’è qualche spiraglio. La seconda riguarda invece il payback, il rimborso che le aziende che producono dispositivi medici devono per legge alle Regioni una volta superati determinati tetti di spesa. Le Regioni chiedono a Roma di poter almeno mettere a bilancio quelle cifre, ma su questa partita la chiusura del governo è totale.
E sul suicidio assistito, il Governo sta a guardare perché la legge non è ancora stata pubblicata per un ricorso sulla conformità delle norme allo Statuto ma, anche se arriva un’apertura inattesa dal ministro della Salute Orazio Schillaci, l’intenzione sarebbe quella di ricorrere alla Corte costituzionale.

Ufficio Stampa