Sviluppare le competenze specialistiche e dare loro un riconoscimento giuridico ed economico, rendere più attrattiva la professione e mettere a punto nuovi modelli organizzativi perché, investire sugli infermieri è investire sul futuro del Paese. Si è chiuso con questi obiettivi il terzo congresso della Fnopi, la Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, a cui è stata affidata la vicepresidenza dell’European Nursing Council.
Della sanità reale, però, quella che ogni giorno si regge sulle spalle degli infermieri di base, al Terzo Congresso Nazionale FNOPI si è visto ben poco. Qualcuno lo ha definito: “Una standing ovation all’immobilismo. Una autocelebrazione della dirigenza mentre i problemi veri restano fuori dalla porta.”
5.000 delegati, molti gli ospiti illustri, un nuovo codice deontologico presentato in pompa magna.
Il terzo congresso FNOPI è stato organizzato in grande stile con la convocazione delle truppe da esibire al mondo intero ed in particolare al mondo della politica ed al Governo, che guarda e ascolta, ma senza grande convinzione.
Nelle stesse ore infatti, per la gioia dei medici, che da sempre chiedono una definizione per legge dell’atto medico, la politica scrive nell’articolo 1 del Ddl prestazioni sanitarie che proprio a loro spetta “in maniera esclusiva la diagnosi, la prognosi e la terapia”. Una barriera legislativa alle aspirazioni degli infermieri che partecipano alle nuove lauree specialistiche. E un addio alla possibilità di progressioni di carriera della categoria.
Commentando il congresso in videoconferenza con gli infermieri del coordinamento nazionale Adamo Bonazzi Segretario Generale della FSI ha commentato. “Il Congresso poteva essere l’occasione per ribadire alla politica ed all’Italia intera che tutti gli infermieri sono professionisti e come tali debbono essere adeguatamente rispettati e retribuiti. Ma la dirigenza FNOPI ha perso la sua occasione. Il Presidente dell’ARAN, Naddeo, è andato al congresso per ribadire due concetti: che non ci sono ulteriori spazi di crescita per gli infermieri e che l’infermiere non è una professione ad elevata qualificazione; un’area riservata a pochi laureati magistrali. Ma nessuno è insorto o ha contrastato questi dogmi. Evidentemente la Presidenza FNOPI punta a nuovi traguardi ma solo per le elite della categoria. Così facendo però si dimentica del suo popolo.”
Ufficio Stampa FSI-USAE
