È il succo della sentenza emanata – su ricorso della Regione Campania – per dichiarare l’illegittimità di una norma della legge di Bilancio per il 2024.

In un contesto di risorse scarse, «per fare fronte a esigenze di contenimento della spesa pubblica dettate anche da vincoli eurounitari, devono essere prioritariamente ridotte le altre spese indistinte» prima di agire con tagli sulla sanità. Con un inedito intervento, la Corte costituzionale entra a pieno titolo sui meccanismi che regolano il bilancio dello Stato, ribadendo l’intento prioritario di «garantire il fondamentale diritto alla salute di cui all’art. 32 della Costituzione, che chiama in causa imprescindibili esigenze di tutela anche delle fasce più deboli della popolazione, non in grado di accedere alla spesa sostenuta direttamente dal cittadino, out of pocket (di tasca propria,)».

È il succo della sentenza n. 195 emanata – su ricorso della Regione Campania – per dichiarare l’illegittimità di una norma della legge di Bilancio per il 2024. Accogliendo in parte il ricorso, la sentenza, puntualizza che, nemmeno nel caso in cui la Regione non abbia versato la propria quota, lo Stato può rispondere tagliando risorse destinate alle spese “costituzionalmente necessarie”, tra cui quella sanitaria, ma deve tagliare prima altre spese meno “urgenti”.

Ufficio Stampa