La normativa nazionale prevede, a decorrere dal 2024, l’incremento della spesa per il personale del 10% dell’aumento del Fondo rispetto all’anno precedente, con possibilità di un ulteriore incremento fino al 5%. Un atto concreto per rafforzare gli organici della Sanità pubblica. Ma molte Regioni hanno scelto di non applicare un obbligo di legge, giustificandosi, per l’appunto, con motivazioni prudenziali. Molte regioni, infatti, per il personale hanno confermato i tetti di spesa già fissati per il 2024 anche per il 2025.

“In base ai nostri calcoli, stanziando per il 2025 la stessa cifra del 2024 si garantisce solo il turnover, ovvero la sostituzione di chi va in pensione o cambia lavoro, ma non si mettono a bilancio nuove assunzioni.” dice Adamo Bonazzi, il segretario generale del sindacato FSI. Che continua “Eppure in molti ospedali mancano medici, infermieri, tecnici e si lavora sotto organico. E la carenza di personale, insieme ad una organizzazione inadeguata ai fabbisogni effettivi della popolazione, residente e in transito, sono le cause più rilevanti dei problemi della Sanità. Sono i mali responsabili dei malesseri e dei licenziamenti spontanei di medici e infermieri, delle liste d’attesa, della rinuncia dei cittadini alle cure e anche delle aggressioni. – aggiunge Bonazzi – Chiediamo alle Regioni di esercitare fino in fondo i margini concessi dalla legge, applicando l’incremento del 10% e attivandosi per ottenere il +5%. Non è solo una questione di numeri: è una scelta politica, una presa di posizione su dove si vuole investire».

Ufficio Stampa FSI-USAE