Il tema delle liste d’attesa resta centrale nel dibattito sulla sanità pubblica, con pazienti spesso costretti a lunghe attese o a ricorrere al privato. Ma nella diatriba fra il Ministro e le Regioni resta da capire come verranno riallocati i fondi inutilizzati e quali strategie saranno adottate per affrontare il problema.

Le Regioni hanno risposto ai pubblici rimbrotti del Ministro accusandolo di aver invaso le competenze delle Regioni con il decreto sulle liste d’attesa entrato in vigore lo scorso agosto ed hanno fatto notare che mancano le riforme e le risorse promesse. Non ci sono la riforma dei medici di base e una parte dei decreti attuativi delle nuove norme.

E il Ministro ha ammorbidito i toni ed è tornato a chiedere collaborazione ai governi territoriali: “Io ho la massima disponibilità. Sono certo dell’aiuto leale da parte di tutti i governatori perché la sanità, come ripeto, non è di un partito politico. Uno sforzo comune a livello organizzativo può fare molto per migliorare l’accesso alle cure e ridurre le liste d’attesa che rappresentano uno dei problemi peggiori per i cittadini. Propongo di andare oltre alla generica rivendicazione dell’insufficienza di fondi”.  scrive Schillaci che ha ripetutamente scritto al presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e che annuncia anche di voler incontrare i presidenti delle Regioni per “verificare” se effettivamente c’è bisogno di risorse ulteriori.  

Ufficio Stampa FSI-USAE