Le scuole italiane stanno accogliendo, in queste settimane, i vincitori del concorso Pnrr 2023, bandito per rispettare gli impegni presi dall’Italia con l’Unione europea.
In base agli accordi del governo Draghi con la Commissione europea, infatti, il nostro Paese si è impegnato ad assumere 70mila nuovi docenti entro il 2026. Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, il concorso Pnrr è diventato lo strumento cruciale, ma ha creato non poche difficoltà nelle scuole.
Le procedure sono andate a rilento e le prove di alcune classi concorsuali sono ancora in corso. Mentre molti dei vincitori stanno entrando ora nella classe che gli spetta, facendo perdere il posto, repentinamente, ai supplenti “fino ad avente diritto” (fad), i docenti cioè che hanno preso servizio all’inizio dell’anno scolastico e che ora devono lasciare.
Alcuni sono a loro volta vincitori e hanno la propria cattedra, ma molti altri – tra cui molti idonei, che hanno raggiunto un punteggio sufficiente ma non hanno vinto il concorso – si trovano costretti a lasciare il posto, anche a poche settimane dalle pagelle del primo quadrimestre.
Ufficio Stampa
