Il benessere è una priorità per tutti, soprattutto quando si parla di lavoro.
Un lavoratore dipendente su tre (il 31,8%), ha provato sensazioni di esaurimento, di estraneità o comunque sentimenti negativi nei confronti del proprio lavoro, cioè forme di burn-out. Tale stato psicologico coinvolge il 47,7% dei giovani, il 28,2% degli adulti, e il 23,0% dei dipendenti più anziani. Tra le cause principali del malessere la mancanza di equilibrio tra vita privata e lavoro, eccessive responsabilità, frustrazione per il mancato supporto del datore di lavoro e la mancanza di un ambiente lavorativo buono e sano.
Tre milioni di dipendenti sono affetti dalla sindrome da corridoio, cioè l’osmosi di ansie e disagi tra lavoro e vita privata, che riduce drasticamente il benessere soggettivo, la qualità della vita e la salute mentale. Un fenomeno che colpisce a tutte le età.
È quanto emerge dal rapporto, realizzato in collaborazione con Eudaimon, leader nei servizi per il welfare aziendale, con il contributo di Credem, Edison, Michelin e OVS.

Ufficio Stampa FSI-USAE