ULTERIORI CHIARIMENTI SULLA PRESCRIZIONE DEI CONTRIBUTI NON VERSATI

 

I dati contenuti nel prospetto dell’estratto conto contributivo sono desunti dalla Banca Dati della Gestione Dipendenti Pubblici, non hanno valore certificativo e derivano dalle dichiarazioni inviate periodicamente all’Istituto dal Suo datore di lavoro.

Se hai rilevato carenze e/o inesattezze di elementi informativi nel tuo Estratto Conto Gestione Dipendenti Pubblici, puoi inoltrare una Richiesta Variazione Posizione Assicurativa (RVPA) via internet, utilizzando l’apposita funzione presente nel menù orizzontale. Le richieste saranno trattate dalla Sede INPS di competenza.

Puoi richiedere la modifica, l’inserimento o la cancellazione di periodi relativi a:

  • Stati di servizio
  • Eventuali altri servizi riconosciuti con provvedimenti di riscatto, ricongiunzioni o computo
  • Eventuali periodi riconosciuti con contribuzione figurativa
  • Le retribuzioni utili a fini pensionistici

Potrai valorizzare e utilizzare ai fini pensionistici eventuali periodi contributivi di altre gestioni o Enti attraverso domanda di ricongiunzione al momento del pensionamento o attraverso gli altri istituti previsti per l’unificazione degli stessi.

La procedura da eseguire è indicata nel file allegato procedura per variazioni contributi INPS (clicca sul link per scaricare il file)

Nei diversi folder dell’Estratto Conto presente nel menù a sinistra è possibile, inoltre, consultare la contribuzione accreditata presso le altre gestioni INPS (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Lavoratori Autonomi, Gestione Separata, Lavoratori dello Spettacolo e Sport, etc.).

Per consultare la contribuzione accreditata presso altre gestioni esterne all’INPS (Casse previdenziali per liberi professionisti, INPGI ed Enasarco) è possibile accedere tramite il link Estratto Conto Integrato presente nel menù a sinistra.

Il versamento dei contributi previdenziali è un obbligo al quale devono adempiere sia i datori di lavoro, nei confronti dei dipendenti e dei collaboratori (cococo), sia i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoltori, liberi professionisti).

Tuttavia anche per i contributi non versati esiste un termine di prescrizione, cioè un termine decorso il quale i contributi non possono essere più richiesti indietro, né dall’Inps, né dall’interessato: la disciplina della prescrizione dei contributi Inps dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori presenta, però, delle differenze, rispetto alla disciplina dei contributi da lavoro autonomo. Vediamo allora quando si verifica la prescrizione dei contributi Inps.

Trascorsi 5 anni, non è ammessa alcuna regolarizzazione contributiva: non si possono, cioè, versare i contributi oltre questo termine.

Tuttavia, nell’ipotesi in cui il lavoratore o i suoi superstiti denuncino il mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, il termine di prescrizione si allunga a 10 anni, ma solo a favore della persona che denuncia, non di altri collaboratori o dipendenti.

In pratica, se il dipendente provvede a denunciare all’Inps il mancato versamento dei contributi da parte dell’azienda, l’ente ha la facoltà di procedere al loro recupero entro 10 anni dall’omissione (cioè dal termine entro il quale sarebbero dovuti essere versati i contributi): grazie alla denuncia, in ogni caso, il termine di prescrizione si allunga, anche nell’ipotesi in cui l’Inps non agisca in alcun modo.

Prescrizione contributi Inps e rendita vitalizia reversibile

Se i contributi risultano prescritti, il dipendente ha comunque diritto al risarcimento dei danni da parte del datore di lavoro che non li ha versati; il risarcimento può avvenire in due modalità:

  1. risarcimento generico dei danni;
  2. risarcimento del danno in forma specifica, tramite la costituzione di una rendita vitalizia reversibile.

La rendita è una prestazione che ha la funzione di compensare la pensione, o la quota del trattamento,  che sarebbe spettata in base ai contributi non versati: l’importo deve dunque corrispondere alla riserva matematica (cioè alla differenza tra il trattamento che sarebbe spettato con l’aggiunta dei contributi non versati e la pensione spettante) utile alla ricostituzione della pensione persa, e deve essere accreditato nell’estratto conto Inps nel periodo in cui i contributi avrebbero dovuto essere correttamente versati.

Raccomandiamo, comunque, di inviare una lettera raccomandata R/R all’INPS e alla propria Amministrazione elencando i periodi contributivi non risultanti dall’estratto conto al fine di interromperne la prescrizione.

Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

 

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