Le priorità della Giustizia: lettera al Ministro Bonafede

Al Ministro della Giustizia Bonafede

Gentilissimo Signor Ministro,

la scrivente O.S. ha accolto con grande fiducia La Sua posizione espressa lo scorso 22 giugno, nel corso del convegno “Verso il Codice dell’Organizzazione degli uffici giudiziari”, organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura.

Una posizione molto chiara e che noi abbiamo sollecitato più volte nella passata legislatura: “Ero seduto al tavolo in cui è stato scritto il contratto di governo e la richiesta che ho fatto è stata che la giustizia deve essere una priorità dal punto di vista delle risorse perché soltanto questo ci consentirà di far funzionare meglio gli uffici giudiziari. Ci saranno più investimenti per le risorse e assoluta continuità riguardo al potenziamento del personale che è stato già positivamente avviato mediante l’assunzione di circa 4300 unità. Chiaramente mi rendo conto che non è ancora sufficiente. A breve vi saranno nuove assunzioni anche mediante lo scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso di assistenti giudiziari”.

Ci conforta prendere atto che come Titolare del suo Dicastero, anche se nell’arco di pochi mesi, ha preso atto della carenza di personale negli uffici giudiziari, non dimenticando gli uffici e servizi penitenziari, le comunità dei minori e gli archivi notarili; l’aver sottolineato come la loro efficienza costituisca uno dei pilastri dell’organizzazione giudiziaria è condizione essenziale attraverso cui passa la credibilità della giustizia agli occhi dei cittadini. Finalmente sentiamo e condividiamo l’intento di dare seguito allo scorrimento totale della graduatoria degli assistenti giudiziari che da anni sono lì che aspettano, nonché di tutte le graduatorie esistenti.

Condividiamo e sosteniamo le sue parole “Mi piace sottolineare che il miglioramento della giustizia passa attraverso tutti gli operatori del diritto, dal Ministero, al cancelliere, ai magistrati, agli avvocati e a tutti coloro che ogni giorno si recano in tribunale e lavorano per il miglioramento del sistema giustizia”.

Parole condivise anche dal Presidente dell’ANM, (Associazione Nazionale Magistrati) Francesco Minisci il quale, nei giorni scorsi ha ricevuto una delegazione del CIAG (Comitato Idonei Concorso Assistenti Giudiziari) dicendosi pronto ad appoggiare la richiesta di scorrimento totale della graduatoria definendola una priorità dell’ANM, convinto che urgono risorse. Aggiunge, inoltre “ ……….. la cassa del Ministero è piena e allora occorre utilizzarla per l’edilizia giudiziaria, per la sicurezza degli edifici giudiziari, per l’informatizzazione e per il personale amministrativo. Dopo 20 anni, è stato fatto un concorso, lo abbiamo salutato con grande favore ma non basta perché a fronte di coloro che sono stati assunti, molti sono andati in pensione. Oggi mancano ancora circa 8.000 unità di personale amministrativo. Sono pronti 1860 ragazzi che hanno superato l’ultimo concorso. Diamo un futuro a questi ragazzi.”

Sulla stessa linea anche il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini che, rivolgendosi al Ministro Bonafede, ha voluto porre una tema centrale:”…….Le dico ciò che mi sono sentito dire da tutti i magistrati italiani che ho incontrato in questi 4 anni di esperienza consiliare e cioè che gli strumenti dell’organizzazione giudiziaria sono necessari, ma, se non ci sono i mezzi, le risorse, gli strumenti tecnologici adeguati, se non c’è personale amministrativo, se gli organici non sono coperti, questi strumenti sono destinati a non avere l’effetto che pure potrebbero essere capaci di produrre. Il passato governo ha iniziato un percorso molto importante. Abbiamo visto per la prima volta, pochi mesi fa, rientrare, a seguito di assunzione, nelle cancellerie italiane, i giovani. Sono stati indetti dei concorsi per coprire gli organici magistratuali. Io credo che se il Ministro provvederà ad assumere gli idonei di questi concorsi che sono stati espletati e a proseguire su questo lavoro di rafforzamento di organi magistratuali, riceverà l’apprezzamento di tutti i magistrati italiani, dell’avvocatura e di tutti gli operatori del diritto. …….Condivido l’invito ad andare oltre con lo scorrimento della graduatoria dei 1860 assistenti giudiziari che hanno superato il concorso”.

Tutti si sono spesi molto e concretamente. Le loro parole sono state accolte con immensa soddisfazione dal CIAG che, con ottimismo mai sopito, continua il proprio lavoro forte di aver acquisito nuovi e importanti alleati, personalità delle istituzioni giudiziarie che hanno deciso di battersi affinché il Ministro Bonafede compia l’ultimo passo, ponendo il sigillo della volontà politica su un provvedimento: l’assunzione di 1860 assistenti giudiziari, ormai indifferibile.

Signor Ministro, ormai è chiaro che assorbire l’intera graduatoria entro i primi mesi del 2019 si può e noi dobbiamo lottare tutti uniti affinché ciò avvenga, coinvolgendo anche le istituzioni Europee.

Le chiediamo di procedere con un unico decreto di scorrimento per i restanti 1860 Idonei della graduatoria auspicando che ciò avvenga in tempi celeri e certi.

Cogliamo l’occasione per rappresentarLe un altro grave ed urgente problema: la mobilità interna. Forse Lei non sa che il personale in servizio è stato da tempo sacrificato e calpestato. Infatti il personale giudiziario non può essere comandato o trasferito a causa della grave carenza di personale.  Risultato, ci sono dipendenti che da oltre 20 anni sono in attesa della sede definitiva per ricongiungersi alla propria famiglia. In altri termini non ci sono stati bandi per la mobilità interna nonostante l’esistenza di un accordo che stabilisce che almeno una volta all’anno venga fatto un interpello per mettere a disposizione le sedi disponibili e i relativi trasferimenti.

Ultimamente è trapelata la voce che entro luglio 2018 l’amministrazione avrebbe bandito un interpello interno per la figura professionale dell’assistente, ma ad oggi tutto tace.

Altra nota dolente è la situazione attuale nelle carceri che coinvolge e stravolge sia i detenuti che i poliziotti penitenziari. Le cronache ci riportano quasi quotidianamente infortuni, incidenti e un numero, sempre più in aumento, di suicidi.

Nelle nostre note precedenti Le abbiamo segnalato il fallimento della Sorveglianza dinamica e di quanto sia urgente liberare le carceri dagli ospiti stranieri inviandoli ad espiare la propria pena nei rispettivi paesi di origine. In questo modo l’Amministrazione potrebbe assolvere i propri compiti istituzionali e avviare corsi di formazione e lavoro, aiuti e percorsi   piscologici finalizzati al recupero della persona che ha sbagliato.

Le dichiarazioni fatte da Lei e dagli alti rappresentanti delle istituzioni giudiziarie sono foriere di grande speranza e ottimismo: aspettiamo assunzioni, mobilità interna e alleggerimento delle case circondariali e di reclusione.

In attesa di un riscontro che veda concretizzato quanto sopra descritto   Le porgiamo i più distinti.

Il Coordinatore Nazionale
Paola Saraceni
347.0662930

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