Il 12 marzo è la giornata nazionale di educazione e di prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio sanitari.
“In cinque anni le aggressioni al personale sanitario sono aumentate del 38%, colpendo principalmente infermieri, OSS e medici. Un bollettino di guerra inaccettabile, che richiede risposte concrete, e non solo parole di circostanza”.
FSI in tutti gli uffici e nei presidi sanitari ed ospedalieri ha distribuito materiale informativo e gadget per ricordare ai cittadini ed ai lavoratori l’importanza del rispetto per chi opera nel servizio sanitario nazionale.
“Nelle aggressioni al personale sanitario la politica ha forti responsabilità” ha dichiarato il Segretario Generale Adamo Bonazzi, che ha continuato: “come avevamo detto in tempi non sospetti, in questo paese è avanzata l’ignoranza e la mancanza di rispetto e i prepotenti sanno di poter godere di una sorta di impunità e, quindi, se ne fregano dell’aumento delle pene. Ma l’organizzazione della sanità, i vari governi che si sono succeduti, l’hanno iniziata a distruggere con la spending review e hanno finito con la pandemia da covid 19, in nome di un potenziamento del territorio che non c’è mai stato. E così i cittadini si sono sentiti abbandonati. Servono quindi provvedimenti organizzativi ad hoc. Ringrazio perciò i nostri dirigenti locali che hanno voluto sensibilizzare i politici locali, i lavoratori e la popolazione. “
Ufficio Stampa FSI-USAE
