Carenza di personale in sanità e poca attrattività del settore pubblico: urge riforma organica.
Il Direttore Generale delle professioni sanitarie e risorse umane del SSN – Mariella Mainolfi – durante l’audizione in Commissione Affari sociali, ha puntualmente evidenziato la storica crisi del personale sanitario, dovuta anche ad errori di programmazione del passato. Nonostante dal 2017 al 2022 il personale del ruolo sanitario sia aumentato di circa 27.000 unità (+ 6%) – di cui oltre 19.000 riferito al personale infermieristico – permane il “gap” tra domanda e offerta di professionisti. Un gap causato dalla crisi vocazionale di alcune professioni sanitarie, dalla poca attrattività del sistema pubblico, dalle dimissioni volontarie (soprattutto del personale infermieristico), dalle retribuzioni, dalle condizioni e sicurezza di lavoro nonché dalle responsabilità professionali.
Il DG segnala giustamente l’esigenza che il decisore politico operi una riforma organica del personale sanitario che affronti le predette criticità. Un riordino da effettuare urgentemente, anche perché si staglia all’orizzonte l’approssimarsi del picco della curva pensionistica che ha definito “Un vero e proprio tsunami” da arginare anche in virtù di un fabbisogno di personale in forte crescita, anche a causa del maggior numero di strutture sanitarie presenti sul territorio nazionale e che crescerà ulteriormente.
Ufficio Stampa FSI-USAE
